Tg com: Entro quattro mesi il primo decreto. Priorità al catasto

Dopo quasi due anni di lavoro la delega fiscale è legge. Ieri, infatti, la Camera ha dato il via libera definitivo al testo senza apportare modifiche rispetto all’impianto uscito, poco più di due settimane fa, dal senato. Una terza lettura, quella avvenuta a Montecitorio, che ha rispettato i pronostici fatti quando ancora il testo era all’attenzione di palazzo Madama. Nessuna modifica, respinti tutti gli emendamenti in Commissione finanze prima e, in Aula, dopo. Ora sarà il governo a dovere prestare fede all’impegno preso circa l’emanazione dei decreti legislativi.
Soddisfazione per il lavoro svolto su tutti i fronti. Occhi puntati, però, sulla riforma del catasto e sull’abuso di diritto. Questo il sentimento che ha accomunato tutti i parlamentari che, in questi mesi, hanno contribuito alla stesura del testo. E mentre per il presidente della Commissione finanze di Montecitorio, Daniele Capezzone (Fi), quello sul testo «è stato un lavoro svolto con molta attenzione e con l’obiettivo di instaurare un sistema fiscale che sia quanto più possibile a favore dei contribuenti», per Mauro Maria Marino (Pd), presidente della VI Commissione del Senato, «è un traguardo raggiunto grazie a un lavoro meticoloso svolto con una buona dose di collaborazione anche tra camera e senato». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il vicepresidente della Commissione finanze della camera, Enrico Zanetti (Sc) e Salvatore Sciascia (Fi) relatore alla delega fiscale al senato. Per il primo, infatti, «la delega prevede una manutenzione straordinaria del sistema, nella speranza di migliorare i rapporti tra contribuenti e fisco», per il secondo, invece, l’approvazione del testo «è la conclusione di un lavoro portato avanti per più di due anni, grazie al quale troveranno spazio delle norme per disciplinare l’abuso di diritto e contro il gioco d’azzardo». Parere positivo sul lavoro svolto anche da parte di Marco Causi (Pd) e Daniele Pesco (M5s), membri della Commissione finanze della Camera, secondo cui «l’approvazione delle delega è l’ultimo atto di un lavoro improntato sulla collaborazione reciproca e la comunione di intenti». Ad accomunare, infine, tutti i soggetti coinvolti, anche l’idea in base alla quale la priorità deve essere data alla riforma del catasto. Parere, quest’ultimo, che però, non trova l’unanimità da parte delle associazioni di categoria. Infatti, mentre per il presidente della Confedilizia (Confederazione dei grandi proprietari immobiliari), Corrado Sforza Fogliani, «l’impianto della riforma è valido e porterà a dei miglioramenti a meno che i decreti attuativi non vanifichino i buoni propositi», per il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici, «il nuovo catasto porterà a un aumento della base imponibile grazie alla quale i proprietari immobiliari dovranno pagare ancora di più». Concentrato, invece, sulla riduzione della pressione fiscale sulle imprese, Marco Venturi, presidente di turno di Rete Imprese Italia, secondo cui «alla riforma del catasto dovrà necessariamente far seguito, una volta per tutte, la riduzione della tassazione sulle imprese e sugli immobili produttivi». Ad oggi, però, l’unico punto fermo è che il primo decreto legislativo dovrà essere emanato, al massimo, entro quattro mesi dalla pubblicazione in G.U. della delega. A vigilare affinché questo accada, però, ci saranno le Commissioni finanze di Camera e Senato. Nel corso delle votazioni finali, infatti, è stato approvato un ordine del giorno che ha trovato l’appoggio di tutti gli schieramenti politici, in base al quale il governo si impegna a consultare, nel corso della stesura dei decreti, le commissioni che, in questi mesi, si sono occupate dei contenuti del testo. Infine, a trovare accoglimento, anche l’ordine del giorno proposto da Mario Sberna (Gruppo per l’Italia) che impegna il governo, nell’emanazione dei decreti, a prestare particolare attenzione alla pressione fiscale gravante sulle famiglie numerose.
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