Il Velino: La fotografia della Delega Fiscale vista dai componenti del Comitato ristretto – Tutte le divergenze e le comunioni di intenti

I Membri del Comitato ristretto fanno il punto con IL VELINO sullo stato dell’arte della Delega

Fiscale, e più nello specifico dell’articolo deputato al riordino e alla riorganizzazione del settore

del gioco d’azzardo. “Sulla base di quello che ci ha detto il sottosegretario Legnini, sollecitato

dal viceministro Casero, a settembre cominceremo ad affrontare in termini strutturali il problema

dell’articolo 14 della Delega Fiscale”. Così al VELINO il presidente della Commissione Finanze

del Senato Mauro Marino. “Aggrediamo prima delle vacanze il tema accise ma ravvisiamo sulla

questione dell’articolo 14 un’urgenza”, insiste. Secondo il membro del Comitato ristretto, “c’è

un problema di raccordo tra Camera e Senato e serve una visione di insieme tra la Commissione

Sesta e la Commissione Dodicesima” che con il testo unico messo a punto per il Ddl Ludopatie

sembra aver fatto una fuga in avanti intervenendo anche sulla tassazione delle slot e delle vlt al

fine di trovare la copertura finanziaria per le spese sanitarie. “Credo che temi delicati come questi

vadano affrontati con molto equilibrio in una commissione neutra”, prosegue Marino. Non a caso

“il viceministro Casero – chiude – aveva detto che quello relativo all’articolo 14 deve essere una

priorità da gestire sotto un’ottica generale e non settoriale”.

Secondo invece il presidente della commissione Finanze della Camera Daniele Capezzone il

governo non ha colto opportunità offerta dalla Delega Fiscale. “Il governo ha varato per il momento

e ha inviato alla Commissioni Parlamentari due decreti delegati, quello sulla semplificazione e

sulle commissioni censuarie. Su entrambi si aspetta che venga dato il parere”. Daniele Capezzone,

presidente della Commissione Finanze della Camera in quota Forza Italia e membro del Comitato

ristretto per la Delega Fiscale fa il punto della situazione ed esprime criticità sul decreto proposto

dal Governo sulle Commissioni Censuarie: “siamo molto critici su un aspetto che va corretto”,

spiega. “Oggi sembra essere sacrificata la possibilità di contradditorio. Sono convinto che

maggioranza e opposizione saranno concordi per ripristinare un forte elemento di partecipazione dei

rappresentanti della proprietà”.

Secondo Capezzone si poteva fare di più e l’occasione offerta dalla Delega Fiscale non è stata

sfruttata al meglio: “la mia valutazione personale è che il governo e la maggioranza non siano

consapevoli a sufficienza dell’opportunità liberale che la Delega Fiscale, così come è stata

scritta, avrebbe potuto offrire a tutta la politica italiana. Ovvero di inserire elementi relativi alla

fiscalità italiana intervenendo in una logica di meno tasse e meno spesa e di riforma strutturale.

L’impressione invece è che si stia procedendo per spizzichi e bocconi. Inoltre stanotte è arrivato

anche il decreto sull’aumento sulle accise sui tabacchi, che potrebbe essere contro producente”.

Per quanto riguarda invece l’articolo 14 relativo al riordino e riorganizzazione del settore dei giochi

“è solo uno dei tanti aspetti della Delega in cui sono fissati alcuni principi equilibrati deputati a

consentire l’apertura al gioco legale e ad inserire elementi di ragionevolezza condivisi largamente

sui requisiti soggettivi degli esercenti e sulla distanza dei luoghi sensibili. E altro ancora”, prosegue

il presidente della Commissione Finanze. “Si vedrà poi come il Governo deciderà di dare seguito.

Per ora abbiamo solo il cronoprogramma di Casero ma al momento i provvedimenti non ci sono”,

chiosa. Sulla querelle poi animata da opinioni discordanti se vietare o meno la pubblicità sui giochi

Capezzone è chiaro: “Comprendo che alcuni colleghi, anche animati da motivazioni comprensibili

in base alla loro impostazione culturale, preferirebbero una regolamentazione diversa sulla

pubblicità. Ma è già molto restrittiva e in un paese liberale non tocca allo Sato fare da ‘Stato etico’.

I cittadini sono sufficientemente adulti e vaccinati da scegliere cosa fare. Lo Stato non può prendere

per mano i cittadini. Cautela si – chiude – ma proibizioni o restrizioni eccessive no”.

Non la pensa allo stesso modo Filippo Busin, Lega, per il quale invece la pubblicità sui giochi

è “riprorevole” e ricorda come sia vietata al tabacco che fa meno male del gioco d’azzardo. Sui

giochi – contemplati all’articolo 14 della Delega – “è ancora tutto fermo alle parole del viceministro

dell’Economia al primo incontro che abbiamo avuto con lui”, spiega Filippo Busin, Lega,

componente del Comitato ristretto. “Ma entro luglio ci saranno sicuramente novità”. Il governo

aveva incontrato il Comitato ristretto in relazione al rischio di una sovrapposizione tra il lavoro

finora svolto in Commisisone Finanze e quello messo a punto dalla Affari Sociali. Perché entrambi

vanno a toccare i temi relativi alla copertura finanziaria in particolare delle misure per il contrasto

del gioco patologico. “La materia dei giochi coinvolge più commissioni, è un tema complesso che

necessità di più passaggi”, spiega ancora Busin. “E anche la Affari sociali ne è referente”. Chiaro

però che “ognuno è competente per i propri temi: la commissione Affari sociali è competente per

quanto riguarda la ludopatia e il gioco d’azzardo patologico; i temi economici e finanziari sono

invece di competenza della Bilancio e della Finanze”.

Altro capitolo su cui occorre ancora lavorare molto è quello relativo alla pubblicità del settore del

gaming. L’esponente della Lega non ha dubbi a riguardo: “Divieto assoluto”. “Ma come minimo –

precisa – vogliamo preservare le fasce deboli e siamo soprattutto preoccupati per la pubblicità che

passa in orari a cui hanno accesso anche i minori”. Come quanto successo per lo spot trasmesso

durante i mondiali di calcio che ha visto protagonista un noto calciatore: che Busin giudica

“assolutamente riprovevole”. “Si vietano la pubblicità ai tabacchi, che forse fanno meno male del

gioco d’azzardo, e non quelle sui giochi. Questo dimostra – chiude – che c’è molta strada da fare e

non c’è ancora una normativa adeguata”. Taglia corto Karl Zeller (Per le Autonomie): “Non siamo

ipocriti, se lo Stato ne ha bisogno occorre farli sopravvivere” consentendone la pubblicità, spiega.

Ma con equilibrio. stiamo aspettando tutti che il governo metta ordine”. spiega.

Sulla “fuga in avanti” fatta dalla Commissione Affari Sociali nel redigere il testo unico che

prevede un aumento di tassazione solo per slot machine e vlt, Zeller precisa: “Questo è il compito

dei Monopoli, solo i tecnici possono dire dove aumentare la tassazione senza fare più danni che

benefici”. Secondo il capogruppo delle Autonomie al Senato, “occorre fare una scelta di fondo:

Fino a che lo Stato vuole garantirsi le ‘provviste’ derivanti dal gioco, bisogna anche trovare il giusto

equilibrio per la leva fiscale. E se si deve raggiungere un certo gettito non si può neppure tassare

oltremodo il gioco”. “Ci vuole equilibrio”, insiste Zeller. “Altrimenti si decide di non favorire più

i giochi in Italia. Io sono contro, a livello personale, ma finché lo Stato non decide di rinunciare a

questa fonte di reddito bisogna anche consentire al settore di sopravvivere”. Stesso discorso per

quanto riguarda la pubblicità, come il caso che ha visto un noto protagonista del mondo del calcio

testimonial di uno spot sul gioco d’azzardo mandato in onda durante i mondiali di calcio su RaiUno:

“Io sarei per vietare ogni forma di pubblicità. Ma se lo Stato ha bisogno di questo gettito fiscale,

non bisogna essere ipocriti”.

Per Giulio Sottannelli, Scelta Civica, occorre rifarsi al decreto Balduzzi, giusto punto di equilibrio

tra le esigenze del mercato e il contrasto alla ludopatia. “Faremo presto degli incontri con il

sottosegretario Legnini, dobbiamo ancora lavorare perché il decreto non è pronto, e riguarda, quello

dei giochi, uno dei temi più sentiti della Delega”, spiega. E precisa: “Presumo che l’eventuale

emanazione del decreto da parte del governo sarà nel mese di settembre, ma lavoreremo per

presentare le istanze di tutti e cercare anche il consenso delle minoranze al fine di condividere

i vari decreti attuativi, così come è già stato fatto con la Delega fiscale. Sempre che ci siano le

condizioni”. Il deputato Scelta Civica spiega che l’articolo 14 riguarda un tema “che ha diversi

risvolti, a partire dalla ludopatia. Ma prima di tutto occorre combattere tutto quello che oggi c’è di

non autorizzato dal Monopolio. E’ un provvedimento particolare – insiste – al quale bisogna fare

molta attenzione”. Per quanto riguarda l’eventuale divieto della pubblicità Sottanelli taglia corto:

“Vorremmo che nel decreto attuativo sui giochi sia rispettato ciò che è già normato con il decreto

Balduzzi, giusto punto di equilibrio tra le tutele del mercato e l’esigenza sociale”.

Qualche attrito invece tra il lavoro svolto finora dal Comitato ristretto e il testo messo a punto dalla

Commissione Affari Sociale per Marco Causi, Pd: “Il testo della Dodicesima non è pienamente

coerente e contraddice in alcuni passaggi quanto previsto dall’articolo 14 della Delega fiscale”,

spiega il membro della commissione Finanze della Camera. “Per il resto la palla passa ora al

Governo che deve proporre dei decreti legislativi di attuazione della Delega che realizzino un giusto

equilibrio tra riforma anche radicale del settore dei giochi e presidio del gioco regolamentato per

contrastare il gioco illegale”, chiude Causi.

Per Mario Sberna, membro del Comitato dei nove in quota Per L’Italia non c’è stato invece

alcun attrito con quanto svolto in ambito fiscale dalla Commissione Affari sociali nel corso

della discussione del cosiddetto Ddl ludopatia: “Onestamente io non ho percepito alcun attrito.

Tutti dobbiamo riconoscere che anche la Commissione Affari Sociali, per quanto riguarda le sue

competenze, ha tutto il diritto di sottolineare alcuni aspetti, soprattutto per quanto riguarda le

ricadute sull’aspetto sociale dei giochi. Quindi occorre sotterrare l’ascia di guerra. Ma anche la

Dodicesima deve riconoscere il lavoro fiscale fatto dal Comtiato ristretto e collaborare. Qui si tratta

di azzardo che non è neppure definibile ‘gioco’. È una piaga sociale. Quindi è necessario operare

tutti per il bene comune”. Il testo unico messo a punto dalla Dodicesima prevede che l’aumento

della tassazione per coprire le spese sanitarie generate proprio dalla ludopatia riguardi solo le slot

machine, le vlt e le awp. Ma secondo Sberna la tassazione “deve essere estesa a tutti gli altri settori

del gaming”.

“Dobbiamo cercare di ridurre il più possibile il desiderio di fare soldi con soldi, e il desiderio

di rischiare la propria pensione per questa vera e propria malattia”, spiega. “E anche l’aumento

della tassazione estendendola a tutti i settori del gaming può servire come deterrente. I soldi si

costruiscono con il lavoro e non con drammatiche scorciatoie costruite per pochi sulla disperazione

dei molti”. Altro modo per disincentivare il gioco d’azzardo patologico è quello di vietare la

pubblicità. Il deputato Per L’Italia non ha dubbi a riguardo: “Trovo scandaloso che la Rai abbia

permesso la pubblicità al gioco del Lotto fatta da Totti durante i Mondiali di calcio”, spiega. “In

una fascia oraria destinata ai giovani”. “Ho presentato in Commissione Finanze un’interrogazione

a riguardo ma la risposta è stata insoddisfacente. Cominciamo a rispettare quello che già c’è e a far

rispettare quello che già è previsto e che può disincentivare questa piaga sociale. Sinceramente –

sottolinea – sono per le dimissioni immediate del direttore generale Rai”. Infine precisa che “questo

Comitato ristretto non mi entusiasma molto” perché, “ha possibilità molto limitate di discussione”.

Anche secondo Alessandro Pagano, membro del Comitato tecnico nominato per la Delega

Fiscale in quota Nuovo Centro Destra non c’è stata nessuna invasione di campo da parte della

Commissione Dodicesima: “fuga in avanti fino a un certo punto”, spiega. “Dobbiamo entrare

nella logica che se ci sono dei costi eccessivi per curare le dipendenze patologiche da gioco

d’azzardo rispetto a quello che riceve lo Stato, diventa logico parlarne. E in questo senso la

Dodicesima Commissione sta facendo la sua parte”. L’esponente del Nuovo Centro Destra giudica

positivamente anche la scelta da parte della Affari Sociali di tassare solo le Vlt e le Awp: “Sono

convinto che ancora una volta la Commissione dodicesima abbia ragione. Salvo ripensamenti

credo che abbia individuato un buon punto di caduta”, spiega. Diversa l’opinione invece per

quanto riguarda la pubblicità: “Io sono per il divieto assoluto”, spiega. “Deve essere assolutamente

regolamentata e quantomeno non usata come esca per le fasce più deboli e per i giovani”.

Per Sebastiano Barbanti, membro del Comitato ristretto per la Delega Fiscale in quota Movimento

Cinque Stelle potrebbero anche esserci stata una fuga in avanti in ambito delle coperture finanziarie

da parte della Commissione affari Sociali nel corso dell’esame del Ddl Ludopatie, “ma per noi

cambia poco dato che la nostra linea è ben definita: quella della tutela dei cittadini. Tanto più che

avevamo chiesto che venisse fatta una ricognizione per capire quanto lo Stato spende per la cura

delle ludopatie e quanto è il gettito che deriva da questo settore. Così da mettere sulla bilancia e

valutare se c’è una perdita o meno a livello erariale. Praticamente se il gioco vale la candela”. Ma

chiarisce: “In ogni caso la prima cosa è la tutela del cittadino, giocatore o non giocatore, poi viene il

gettito fiscale”.

Barbanti commenta poi la pubblicità sul gioco d’azzardo, che ha visto nel corso dei Mondiali di

calcio brasiliani un noto calciatore fare da testimonial: “Altro che pugno duro, ci vorrebbe un

martello. Dovrebbe essere vietata del tutto come già succede per il fumo”. Secondo l’esponente

penta stellato “colpisce un target indifferenziato e soprattutto le persone a rischio come i giovani”.

“Purtroppo anche l’accesso facile tramite internet peggiora la situazione”, incalza. Sulla tassazione

rimane da sciogliere il nodo che ha visto coinvolti – dal testo unico messo a punto dalla Dodicesima

commissione – solo gli apparecchi slot e vlt. “Nell’immaginario collettivo le slot e le vlt sono

quelle più ad alto rischio, perché sono quelle che vediamo quotidianamente, ma anche l’online

è pericoloso”, precisa Barbanti. “Ci vuole un’estensione maggiore lavorando non sulla cura ma

sulla prevenzione”. Per quanto riguarda il Lotto e il Superenalotto secondo il deputato “hanno

impatti – per quanto riguarda il discorso ludopatia – diversi rispetto al gioco online e alle macchine

da intrattenimento”. “La classica lotteria ha dinamiche diverse, ma andrebbe valutato comunque

l’impatto di ogni singola categoria. Perché anche le estrazioni immediate sono da considerare a

maggior rischio ludopatia”, conclude.

Per Giovanni Paglia, Giochi, Sel, sebbene slot siano nell’occhio del ciclone le tasse dovrebbero

comunque riguardare tutti. E annuncia: “Interverrà la Finanze”. “Con la affari sociali che ha

licenziato il suo testo al vaglio delle Finanze c’è il rischio di sovrapposizione, e nonostante

la Delega sia molto più ampia non credo che ci sarà un decreto legislativo in materia dei

giochi”, spiega. E precisa che nessuna novità per ora sui giochi, “al massimo ci potrà essere

un’accelerazione sul Ddl Ludopatia che già interviene sul preu dato che non si può intervenire

troppe volte nello spazio di pochi mesi. Occorre stabilità”.

Ma di lavoro da fare ce ne è ancora tanto, anche perché il prelievo fiscale ipotizzato dalla

Dodicesima – ed ora al vaglio delle Commissioni competenti – interviene solo sulle awp e le

vlt, lasciando fuori tutto il mondo del Lotto, del Gratta e vinci e delle scommesse. “Ho fatto

un’interrogazione sull’acquisizione da parte di Gtech, l’ex Lottomatica di Igt, perché ci sono

margini enormi. Dato che sembrano esserci quote di extraprofitto straordinarie credo che forse il

paniere di tassazione possa essere più diffuso. Sebbene le slot machine siano nell’occhio del ciclone

va guardato anche tutto il resto. Se l’intento della Dodicesima era quello di trovare nell’immediato

risorse per il fondo contro la ludopatia, a tutto il resto ci penserà la Finanze”. Compresa la questione

pubblicità, su cui l’esponente Sel è molto critico. Soprattutto in seguito allo spot trasmesso in Rai

nel corso dei Mondiali di calcio che ha visto come protagonista un noto calciatore: “mentre si

perde tempo a discutere sul divieto assoluto della pubblicità del gioco d’azzardo, si permette che

vadano avanti pratiche che intervengono nel prime time massimo dell’anno e di massimo impatto

annuale anche sugli adolescenti”. Tutto questo, secondo Paglia, “rende ulteriormente necessario

un intervento. Si tratterà di capire se il modo più corretto sarà quello di seguire il lavoro con gli

Affari sociali ed eventualmente affiancarlo con decreti legislativi per quanto concerne questioni

non contemplate o sospendere un lavoro ed avviarne un altro. Certo è – conclude poi – che con un

decreto legislativo sarebbe stato tutto più veloce ma è venuta a mancare l’intenzione politica del

governo”. Il VELINO ha provato a contattare ripetutamente, ma invano, anche Pasquale Maietta,

Fratelli d’Italia, e Salvatore Sciascia, in quota Forza Italia.

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