AGI: Fisco: Sberna (PI), delega? Su famiglia e bimbi non ci siamo

(AGI) – Roma, 27 feb. – Sulle politiche per la famiglia, il governo deve cambiare passo. Mario Sberna, deputato dei Popolari per l’Italia, interviene in Aula per rimarcare che, cosi’ come e’ strutturata, la delega fiscale perde di vista “il futuro del Paese” costituito dalle famiglie. “Senza bimbi non c’e’ futuro, ma quando si parla di fisco – ha sottolineato Sberna, capogruppo Pi in commissione Finanze – fare famiglia e mettere al mondo dei figli e’ un aspetto che continua a lasciare indifferenti troppi governi”. E lui, definito “l’onorevole francescano” per i sandali che indossa anche d’inverno e per la scelta di vivere con la sola diaria di 2.500 euro, devolvendo il resto in beneficienza, di famiglie numerose se ne intende: e’ infatti padre di cinque figli, cresciuto “secondo i precetti del Vangelo”, come ebbe a spiegare durante il dibattito sulla riforma dei finanziamenti ai partiti. (AGI) Mol (Segue) 271501 FEB 14 NNNN

(AGI) – Roma, 27 feb. – “I Popolari Per l’Italia voteranno a favore della delega fiscale, ma avvertiamo sin d’ora il Governo che lo incalzeremo affinche’ la decretazione attuativa sia puntuale e possa contenere le osservazioni sul tema della fiscalita’ delle famiglie, che abbiamo sostenuto e che nel corso dell’iter attuativo dovranno trovare cittadinanza. Lo ha affermato nell’Aula della Camera il deputato dei Popolari Per l’Italia Mario Sberna durante le dichiarazioni di voto finale sulla delega fiscale”, ha spiegato oggi in Aula. “Questo provvedimento – ha aggiunto – rappresenta un’occasione storica per ricucire il rapporto ormai deteriorato tra amministrazione finanziaria e cittadino, ma prendiamo anche atto di come la logica anti-familistica, nell’esame delle nostre proposte sui carichi fiscali delle famiglie e in particolare di quelle numerose, abbia prevalso sull’unico vero ammortizzatore sociale del Paese: l’unico vero creatore di futuro, caposaldo dell’educazione e della crescita”. Non si chiedevano soldi, ne’ privilegi: solo che si riconoscesse il valore sociale della famiglia e che venissero applicati i principi costituzionali del sostegno pubblico alle famiglie e della capacita’ contributiva. A parita’ di reddito, una famiglia di sei persone non vive nelle stesse condizioni di un single. Eppure, dalle addizionali regionali e comunali, all’Irpef, alle varie tasse, ai contatori di gas, luce ed acqua, non c’e’ una norma generale che vada a sostenere quell’ansia di giustizia, equita’, ragione e logica”. (AGI) Mol 271501 FEB 14 NNNN

 

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