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IMU, MARIO SBERNA: «IL PIANO DI SCELTA CIVICA MI CONVINCE»

casaScelta Civica si è impegnata a ridurre il carico fiscale IMU sulle abitazioni principali dei cittadini italiani, già a partire dal 2013, con «il raddoppio della detrazione attualmente prevista (che passerà quindi da 200 a 400 euro) ed anche di quella aggiuntiva spettante per ciascun figlio a carico fino a 26 anni di età (che passerà quindi da 50 a 100 euro). Prevista l’introduzione di una detrazione aggiuntiva di 100 euro per le abitazioni principali degli anziani soli».

Un piano che convince il candidato Mario Sberna «In questo modo, secondo gli esperti, il 75% dei genitori con due figli a carico non dovranno versare nemmeno un euro di Imu, così come quasi il 100% delle famiglie più numerose».

La copertura a questa operazione dovrebbe arrivare da riduzioni di spesa.

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Anomalia fisco: quando separarsi (fittiziamente) è più conveniente che restare insieme

I padri costituenti l’avevano promesso: lo Stato aiuterà la formazione della famiglia «con misure economiche ed altre provvidenze». Ma i loro posteri quella promessa non l’hanno mantenuta: e non poche coppie che anni fa privilegiarono le ragioni del cuore convolando a nozze, adesso ci han ripensato, decidendo di dividersi sulla carta per pagare meno Irpef, riscuotere l’integrazione al minimo della pensione o anche per usufruire gratis o a prezzi stracciati di un servizio sociale erogato dal Comune. O semplicemente decidono di non sposarsi, restando coppie di fatto

L’Associazione nazionale famiglie numerose ha lanciato, di recente, un sondaggio, chiedendo a tutti gli internauti: avete mai pensato di divorziare (o separarvi) per risparmiare sulle tasse? Il 43,12% dei votanti ha risposto «sì e lo faremo (o lo abbiamo già fatto)», il 20,07% «no, ma potrebbe essere un’idea». Commentando questi dati nel suo house organ, Test positivo, Anf conclude con le parole di Dante Alighieri che, a proposito della nota vicenda del conte Ugolino della Gherardesca, scriveva: «Più dell’onor poté il digiuno».

«Il fisco è sempre più elemento decisivo anche nella scelta del tipo di rapporto legale tra persone dello stesso nucleo» commenta Mario Sberna. «È chiaro che per determinare un risparmio d’imposta apprezzabile – sostiene il candidato al Parlamento – è necessario che il reddito percepito dal contribuente che sostiene il nucleo sia di importo significativo». Nel caso di una famiglia monoreddito che dichiara intorno agli ottantamila euro di imponibile l’anno, una falsa separazione può fruttare oltre cinquemila euro di risparmio sul fisco.

Vedi anche:

I vantaggi dell’Irpef

I vantaggi dell’Isee

Il sostegno per l’affitto

 

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ASSEGNI FAMILIARI, ITALIA FANALINO DI CODA. MARIO SBERNA: COSI’, CON L’AUMENTO DELLA PROLE, UNA FAMIGLIA DI CETO MEDIO SCIVOLA AL DI SOTTO DELLA SOGLIA DI POVERTA’

L’Italia è tra i Paesi europei con gli assegni familiari più bassi. Non solo, mentre nella maggior parte dei Paesi della UE l’erogazione degli assegni familiari è indipendente dal reddito, in Italia ci sono vincoli ben precisi: anzitutto, l’importo è inversamente proporzionale al reddito. «E quando si parla di reddito, la legge fa riferimento al reddito familiare complessivo – ricorda Mario Sberna, candidato al Parlamento nel collegio Lombardia 2 per la lista civica “con Monti per l’Italia. Questo fa sì che due genitori separati, caricando i figli sul reddito di un solo genitore, godano di assegni familiari molto più cospicui (in molti casi il doppio, a parità di reddito complessivo)».
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SONDAGGIO FAMIGLIE NUMEROSE: SEDICI SU CENTO VORREBBERO TRASFERIRSI ALL’ESTERO, DOVE IL FISCO È PIU’ FAMILY-FRIENDLY

calculator«Più che la fame poté il fisco» direbbe oggi Dante Alighieri. E l’attuale carico fiscale – commenta Mario Sberna – incide soprattutto nelle famiglie con figli. Una prova viene da un sondaggio on-line promosso dall’Associazione nazionale famiglie numerose.

Sedici  famiglie numerose italiane su cento stanno valutando seriamente la possibilità di trasferirsi all’estero, nei Paesi dove il fisco è più family-friendly. (altro…)

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MARIO SBERNA: UN BONUS DI TRE ANNI DI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI A FIGLIO PER LE MADRI (O I PADRI) CHE RINUNCIANO AL LAVORO E RESTANO IN CASA AD ACCUDIRE I FIGLI

babyA metà del secolo ci saranno undici milioni di italiani in meno, in quanto i nuovi nati (20 milioni e mezzo) non compenseranno i decessi (31 milioni e mezzo). Lo dice uno studio dell’Eurostat, relativo all’evoluzione demografica in Europa e in Italia fino al 2050.

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MARIO SBERNA: RIPRENDIAMO IN MANO LA COSTITUZIONE

stemmaHa 65 anni di vita, ma ancora diversi suoi articoli restano lettera morta. Stiamo parlando della Costituzione italiana, approvata dall’assemblea costituente il 22 dicembre del 1947, promulgata dal capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola il 27 dicembre 1947, infine entrata in vigore il primo gennaio del 1948.

Mario Sberna è tornato a citare la Costituzione in occasione della conferenza stampa tenuta dai candidati di Lista civica nel collegio di Lombardia 2.

Ed in particolare si è soffermato sugli articoli 29 e 31 della Carta costituzionale, laddove si afferma che la Repubblica italiana riconosce la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio e che è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli.

In particolare l’articolo 31 della Costituzione afferma che «La Repubblica agevola con misure economiche ed altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo» «Un articolo evidentemente disatteso» conclude Mario Sberna.

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UNA NO-TAX AREA PARI ALLA SOGLIA DI POVERTA’ RELATIVA PER OGNI FIGLIO CHE VIVE IN CASA

«Un fisco a misura di famiglia». Lo chiede Mario Sberna, candidato in Parlamento per la lista Scelta civica per l’Italia con Mario Monti nel collegio di Lombardia 2, sposando le proposte del Forum nazionale delle associazioni familiari.
«L’attuale sistema fiscale italiano – spiega Sberna – è centrato prevalentemente sul principio dell’equità in senso verticale: al crescere del reddito, aumenta – attraverso aliquote progressivamente crescenti – l’imposizione fiscale, in quanto maggiore è la capacità contributiva. Non si tiene conto invece del principio di equità orizzontale, cioè delle palesi differenze contributive, a parità di reddito, tra un singolo e un nucleo familiare composto da più persone. L’equità orizzontale si realizza oggi, ma solo in minima parte, con un sistema di detrazioni, che tengono in scarsissima considerazione la presenza di figli che con quel reddito devono vivere, crescere ed educarsi. Si arriva così al paradosso per cui una famiglia monoreddito, con coniuge e 4 figli a carico e reddito lordo di 50mila euro (8.333 euro a testa) paga 220 euro in più di imposte rispetto alla coppia senza figli dove entrambi i coniugi guadagnano 25mila euro ciascuno (50 mila euro complessivi).
«Ho accolto con piacere l’approvazione, nella recente legge di stabilità finanziaria, delle nuove detrazioni per famiglie con figli perché vanno nella direzione giusta verso il compimento dell’equità orizzontale. Ma sono ancora troppo poco ».
Cosa propone, dunque?
«Il mio sogno è lo stesso del Forum delle associazioni familiari ed ha un nome e cognome: Fattore famiglia. Prevede di istituire una no tax area, un’area non tassabile, proporzionata alle necessità primarie della persona, calcolata annualmente su base Istat, proporzionale ai carichi familiari».
Ma una misura di questo tipo non finirebbe col penalizzare i cosiddetti incapienti?
«Ed infatti sarebbe utile verificare l’area di incapienza, introducendo gradualmente la tassa negativa»

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VITA: EDUCARE, DONARE, COOPERARE, LAVORARE, PRODURRE, RECUPERARE

La riforma del servizio civile, la stabilizzazione del cinque per mille, la tutela e la valorizzazione delle cooperative, il decollo dell’impresa sociale, il sostegno al comparto del riuso. Sono alcune delle proposte contenute nell’«agenda» lanciata da «Vita». Un’agenda che ruota intorno a sei parole – chiave: educare, donare, cooperare, lavorare, produrre, recuperare.
Anche Mario Sberna aderisce con convinzione all’agenda di «Vita».

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«IO CORRO PER LA FAMIGLIA». MARIO SBERNA E LE RICHIESTE DEL FORUM DELLE ASSOCIAZIONI FAMILIARI

image002«Un punto di Pil a favore delle politiche familiari»: lo chiede il Forum delle associazioni familiari, che lo scorso sabato ha presentato una piattaforma di richieste su cui, adesso, tutti i candidati al parlamento sono chiamati ad esprimersi.

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MARIO SBERNA,  IN SANDALI…  IN CORSA PER IL PARLAMENTO

MarioSberna1Dal 2005, anno della sua elezione a presidente dell’associazione, ad oggi, ha fatto la spola (a sue spese e consumando in questo i giorni di ferie e permessi sul lavoro) tra Brescia, la città dov’è nato e dove vive, a Roma 147 volte. Ha bussato alla porta di Ministeri, di partiti politici per rivendicare i diritti delle famiglie numerose, per le quali lo Stato (così dice l’’articolo 31 della Costituzione) dovrebbe avere una attenzione speciale.

Adesso Mario Sberna, fino ad oggi presidente nazionale dell’’Associazione famiglie numerose (dalla cui carica ha rassegnato le dimissioni), sarà uno dei candidati per la lista Scelta civica di Monti al collegio Lombardia 2 per la Camera dei Deputati.

52 anni, sposato da 28 anni sempre con la solita moglie, Egle, padre di tre figli naturali, uno adottato e genitore di uno stuolo di figli in affido familiare di lungo periodo, Mario Sberna ha fatto una lunga esperienza all’estero come laico missionario. Dal 1998 lavora all’’ufficio missionario della diocesi di Brescia, è amministratore del Seminario vescovile ed è coordinatore di una cooperativa sociale per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Laureato con lode in Scienze religiose all’Università Cattolica di Brescia, frequenta un Master in Scienze del matrimonio alla Pontificia Università Lateranense. Ha scritto libri su nuovi stili di vita, volontariato internazionale, cooperativismo. Uno sulle famiglie numerose. Ha fatto parte del consiglio direttivo nazionale del Forum delle associazioni familiari.

È stato tra i fondatori dell’’Anfn nel 2005, un’’associazione che raduna oltre  14mila famiglie con quattro o più figli in Italia.

Sanguigno e carismatico, da allora si batte per ottenere un fisco più family-friend e per la difesa dei cosiddetti valori non negoziabili, come la vita e la famiglia. In unoccasione si è anche incatenato di fronte a Montecitorio. Nonostante i suoi 147 viaggi, è stato ricevuto solo 35 volte. «In tanti casi, dopo avermi dato appuntamento, i politici non si presentavano» ricorda. Tante promesse, qualche risultato: i cento euro di detrazione al mese in più per le famiglie numerose strappato al governo Prodi e la riduzione dell’’Imu per le coppie con figli ottenuto dal governo Monti.

Guadagna poco più di duemila euro al mese («poiché cresciamo sei/sette figli siamo sulla soglia della povertà relativa»), ma non ha alcuna intenzione di cambiare classe sociale e dunque tenere per sé l’eventuale compenso di parlamentareSi presenta, anche nelle occasioni di incontri ufficiali con maglietta o felpa delle famiglie (mai giacca e cravatta) e sandali.

Il consiglio direttivo dell’’associazione ha dovuto penare molto per convincerlo a salire in politica. Con questa idea: «meglio un piede dentro, per portare la carta dei valori dell’’associazione all’’interno del Parlamento, che pietire provvidenze» commenta Giuseppe Butturini, nuovo presidente del sodalizio. Anche se quei piedi sono calzati… da sandali.