Maggio

Gli emolumenti percepiti a maggio

 

La cifra messa a disposizione ed i bonifici effettuati

3 Responses to Maggio

  1. Chissà se la Josefa Idem vorrà fare altrettanto? Per inciso e per essere precisi: dovrebbe essere così analitica, con tanto di pezze d’appoggio come fa lei (Sberna, intendo), e far vedere il bilancio dell’operazione “Risparmio IMU”, come l’avrà ribattezzata lei col suo consorte (la Idem, intendo). Ci sarebbe da ridere.
    Però mi domando: se i locali usati come palestra fossero stati originariamente accatastati come “capannone” oppure come “deposito” o altro, o addirittura proprio come “palestra”, come ha fatto a cambiare la destinazione catastale e a farli diventare “abitazione”, per poi portarci la residenza e far figurare che si tratta di prima casa? Al catasto, quando si presenta una richiesta così, richiedono gli estremi del provvedimento amministrativo comunale. Ora le possibili situazioni sono tre: a) l’impiegato del catasto che ha accettato la variazione catastale ha chiuso un occhio e, dunque, ha omesso una verifica e, dunque, è complice della Idem; b) l’impiegato del catasto ha verificato che il procedimento amministrativo comunale era regolare ed ha proceduto alla variazione catastale, ma la cosa ricade sull’impiegato del comune, che in caso di cambio di destinazione d’uso deve fare accertamenti soprattutto in fase del rilascio del permesso di agibilità o abitabilità (comunque si chiami in quel comune) e, allora, sembra impossibile che non abbia chiuso un occhio, rendendosi complice della Idem; c) la Idem ha indicato all’impiegato del catasto gli estremi di un provvedimento autorizzativo comunale inesistente o, precisando meglio, dovendo far fare la richiesta al catasto ad un tecnico di fiducia iscritto ad un albo professionale, geometra o altro, si deve presumere che costui sapeva dell’inesistenza dell’autorizzazione comunale e, dunque, è complice della Idem.
    Insomma: scavando un po’ si dovrebbe venire a capo del responsabile della incongruenza, anzi, direi proprio della frode verso il fisco. In tutti e tre i casi si tratta di “complicità” di qualcuno con un mandante che è la Idem stessa, la quale non può certo dire di essere stata “raggirata” da uno di costoro (vedi i tre casi a, b e c), perché nessuno di costoro avrebbero dato inizio ad alcuna proceduta truffaldina se non ne avessero avuto un interesse su sollecito della Idem stessa, la quale avrebbe in qualche modo – non so come dire, ma direi – “corrotto” il malcapitato con qualche promessa, o in denaro, o in prestigio, o in qualcos’altro di conveniente per il corrotto stesso.
    Veda un pò lei (Sberna, intendo) se volesse suggerire queste cose a chi può chiarire la faccenda, come ad esempio la magistratura, o la stampa, o i dirigenti del comune, del catasto o dell’ordine professionale cui è iscritto il tecnico che ha firmato la richiesta di variazione catastale, nell’ambito dei quali enti è avvenuta l’operazione.
    Grazie per l’attenzione.
    Fausto Baiocco (architetto iscritto all’albo di Ancona dal 1979).

    • admin says:

      Gentile Architetto, sono riuscito solo ora a leggere il Suo msg, nel frattempo la Idem si è opportunamente dimessa e le sue deleghe frazionate tra altri colleghi. E penso che non ne sentiremo più parlare. Sic transit gloria mundi. Cordialmente,

      Mario Sberna

  2. Ok, ma dal punto di vista politico. Rimane il “fatto”. Quello deve essere perseguito dalla legge. A me mi hanno tenuto “impiccato” per 5 anni con un “accertamento presuntivo” chiuso nel 2012 con una multa al mio commercialista per aver scritto le sue parcelle in un rigo anziché in un altro. Multa e basta. Niente evasione, né mia, né del commercialista. Ma aaa legge … aaa legge!!! Mi sento cittadino come si sentirà cittadina la Idem. E, dunque, si proceda. Evasione (pare) ci sia stata. Chiudere un occhio? Ancora?
    Lei (Sberna, intendo) avrà da fare, e mi scuso per l’insistenza. Buon lavoro (o missione). F.B.

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