Riprendiamo in mano la Costituzione italiana

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Ha 65 anni di vita, ma ancora diversi suoi articoli restano lettera morta. Stiamo parlando della Costituzione italiana, approvata dall’assemblea costituente il 22 dicembre del 1947, promulgata dal capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola il 27 dicembre 1947, infine entrata in vigore il primo gennaio del 1948.

Mario Sberna è tornato a citare la Costituzione in occasione della conferenza stampa tenuta dai candidati di Lista civica nel collegio di Lombardia 2.

Ed in particolare si è soffermato sugli articoli 29 e 31 della Carta costituzionale, laddove si afferma che la Repubblica italiana riconosce la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio e che è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli.

In particolare l’articolo 31 della Costituzione afferma che «La Repubblica agevola con misure economiche ed altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo» «Un articolo evidentemente disatteso» conclude Mario Sberna.

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