Aperture domenicali

supermarket_trolleysDomenica, ossia dies Domini, il giorno del Signore. Da duemila anni, il settimo giorno della settimana il mondo cristiano si ferma per fare memoria di quel “giorno dopo il sabato” in cui Maria di Magdala e le altre donne, andando al sepolcro, lo trovarono vuoto (cfr. Mc 16,2).

Giorno di vittoria sulla morte, e quindi di festa. Ma anche giorno di pausa dal lavoro, e quindi occasione di riflessione, di meditazione.

E’ fin troppo banale notare che, da anni ormai, la domenica sostituisce lo “stress da lavoro” con lo “stress da divertimento a tutti i costi”…. fino ad arrivare all’apertura domenicale dei negozi, fabbriche e uffici.

Per cinque giorni la settimana la città è una bolgia forsennata. Negli altri due pure. Vanno a farsi benedire le relazioni umane, la meditazione e la preghiera, la famiglia e la solidarietà. Il settimo giorno tende sempre più ad identificarsi con gli altri: oggi, nonostante tutti i tentativi per renderla una giornata desiderabile, la domenica è diventata una grande occasione di noia.

“Quando la Chiesa dice ‘datevi pensieri e parole diversi per la domenica’ non solo fa il suo dovere, ma svolge anche un’opera di socializzazione e rende un servizio a tutti gli uomini, non solo ai credenti.” (Giuseppe De Rita, sociologo). E allora, se siamo cristiani, dobbiamo con forza riproporre la domenica come “settimo giorno”, dove tutto si fermi e dove tutto sia, davvero, diverso dagli altri giorni, interamente dedicato all’uomo e non alle sue attività commerciali.

E a chi afferma che l’Italia non è una teocrazia e che i cittadini hanno nuove esigenze, non possiamo non ricordare che è il mercato a servizio dell’uomo e non il contrario; e chi spinge per l’apertura domenicale dei negozi lo fa per interesse, non per rendere un servizio ai cittadini. Il giorno di riposo settimanale è stato frutto di una lotta sindacale durissima affinché gli operai, i contadini e le massaie avessero almeno un giorno per riprendere forza. Non dimentichiamolo!

Dobbiamo restituire alla domenica un volto umano, di giorno interamente dedicato all’uomo: stare coi nostri familiari, stare in sereno riposo, star vicino a chi ha bisogno di aiuto. Un invito valido per tutti, anche per chi non trova, in uno “stacco” del genere, motivazioni religiose.

Noi cristiani dovremmo provare la stessa emozione vibrante che faceva dire a San Girolamo: “La domenica è il giorno della risurrezione, è il giorno dei cristiani, è il nostro giorno!”, non lasciamo che il “Moloch” del mercato ci porti via il nostro giorno! Rifiutiamoci di acquistare in quei negozi che hanno svenduto il giorno del Signore! Rinunciamo alle tentazioni del “ben-avere”!

E’ tempo che noi cittadini del Nord del mondo scopriamo una nuova saggezza, orientando i nostri consumi verso scelte che privilegino il valore aggiunto di qualità a quello di quantità. E dobbiamo ripensare al lavoro, ridefinendolo nei suoi significati sociali ed economici, recuperando la socialità del tempo, rallentando il vortice del circuito lavoro-guadagno-consumo, dando dignità al riposo. Recuperiamo il vero senso del riposo e smettiamola con l’ossessione consumistica!

2 Responses to Aperture domenicali

  1. luca ghidini says:

    salve! da credente ad un entità superiore “non schierato” con alcuna religione mi piacerebbe vedere imparzialità legislativa da parte di chi mi governa. basta con questo trascinare in politica il proprio credo;si rappresentano tutti gli italiani anche chi non crede o la vede diversamente.”Il sabato è stato fatto per l’uomo, e non l’uomo per il sabato”(Mc 2,23-28) quindi adeguiamoci alle esigenze anche di chi deve per forza usare la domenica per acquistare ! quanto alle sue dichiarazioni su famiglia e risparmi le citerei una ltro verso “Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. “. questo esibizionismo rende pesante l’atmosfera e l’ostentazione della famiglia numerosa sembra un’accusa a chi ad avere figli non ci pensa o se ne fa bastare uno senza doversi sentir dire che è meno saggio (o meno manipolato?) di chi condivide le sue scelte.saluti da un bresciano

    • admin says:

      Salve! Non ho capito quale sia l’entità superiore, ma per il ragionamento non può certo essere Colui che viene citato, Gesù; in ogni caso ritengo che la domenica sia un momento di riposo assolutamente necessario e auspicato da tutte quelle persone che devono stare dietro una cassa di supermercato a causa dell’egoismo di poltroni (spesso), e individualisti (sempre) che nemmeno riescono a pensare alla sofferenza arrecata a chi è costretto a stare lì a servirli al posto di stare in pace coi propri cari – come vorrebbero – nell’unico giorno in cui questi non vanno a scuola o al lavoro. Tutto ciò con la fede magari ha anche a che fare (la fede cattolica dico, quella per cui sai amare il prossimo tuo come te stesso) ma in ogni caso riguarda il rispetto degli altri e del loro riposo settimanale. Sull’elemosina ho già dato, non ci torno su. Invece sulla famiglia numerosa dico che effettivamente è così: chi non ha avuto figli, o è arrivato ad uno, non consente il ricambio generazionale, quindi il futuro (un po’ più) sereno. Siamo al disastro demografico e già adesso ne paghiamo il conto in tutti i sensi, non solo economici. Chi non ha voluto (non dico potuto, che è sempre un dolore, dico proprio voluto) aprirsi alla vita ha fatto un danno enorme al presente e al futuro della società. E a se stesso. Quando se ne accorgerà (cioè a dire: quando questa persona capirà di essere stato manipolato), sarà tardi. Perciò continuo a sperare che le motivazioni e i valori che ci sostengono prevalgano.

      Cari saluti

      Mario

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