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FAMIGLIA:DES-CD “CONFERENZA NAZIONALE IMPEGNO DA ONORARE”

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“Dopo sei anni di silenzio si torna finalmente a parlare di Conferenza nazionale sulla Famiglia. Il nucleo fondamentale della nostra societa’ e previsto dalla nostra Costituzione ritrova il posto che merita nell’agenda di governo. Prendiamo dunque positivamente atto dell’impegno concreto assunto dall’esecutivo, al quale chiediamo di fare presto nel realizzare
un piano organico e un welfare a misura di famiglia, in particolare di quelle con figli”. Lo affermano in una nota congiunta i deputati del gruppo parlamentare ‘Democrazia Solidale-Centro Democratico’ Mario Sberna e Gian Luigi Gigli, autori dell’interrogazione sulla Conferenza nazionale della famiglia rivolta al ministro Enrico Costa. (da Italpress)

 

Guarda il video dell’intervento:

https://www.youtube.com/watch?v=8ulYFcRiHtM?rel=0

Leggi il testo dell’interrogazione e il resoconto del Q.T.:

QT_conferenza nazionale famiglia

Resoconto-QT-280416

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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SBERNA IN DVF SU LEGGE DI DELEGAZIONE EUROPEA

Palazzo_Montecitorio_Rom_2009

La legge di delegazione europea, assieme alla legge europea, ha sostituito la vecchia legge comunitaria che in precedenza attuava, o doveva attuare, quanto deciso in sede europea. Si dice « doveva », perché in realtà la comunitaria era divenuta una sorta di legge omnibus dove con la scusa di inserire adempimenti voluti dall’Unione europea si puntava ad inserire di tutto. Resta celebre il ricordo dell’emendamento approvato durante la discussione dalla comunitaria 2011 che, nonostante il parere contrario del Governo e dalla Commissione, introduceva la responsabilità civile dei magistrati. Non si discute qui l’opportunità o meno della stessa, ma pare evidente che una decisione tanto importante non potesse essere presa con un emendamento in una legge comunitaria. Questo ha portato di fatto al blocco dalla stessa, con il conseguente non recepimento dalla direttiva dell’Unione europea e con ancor più conseguenti sanzioni che l’Italia fu costretta a pagare per questi non adempimenti. E anche qualora non vi fossero stati « incidenti» parlamentari, la comunitaria aveva un iter lunghissimo, che le norme del 2012 stanno certamente riducendo. Non è inutile ricordare che la legge che approviamo oggi è finalizzata esclusivamente a conferire al Governo le deleghe necessarie per il recepimento delle direttive e degli altri atti dell’Unione europea che devono essere inseriti nell’ordinamento italiano. La normativa, dunque, chiarisce nettamente le competenze del Governo e i limiti delle deleghe, evitando quelle deviazioni di cui si è detto e che hanno danneggiato la vecchia comunitaria, sempre in ritardo sui tempi a causa delle tensioni politiche che si scaricavano impropriamente su quella legge. Siamo, quindi, di fronte ad un atto non certo secondario, che meriterebbe, anzi, molta maggiore attenzione rispetto a quella che riceve oggi, dato che con questa legge rendiamo vivo per tutti i cittadini il diritto dell’Unione Europea e, quindi, la stessa Europa, che ci pare tanto lontana, ma nella quale viviamo, lavoriamo, lottiamo, speriamo e sogniamo ogni giorno. Dal 2012 sono state approvate tre leggi di delegazione europea: due riferite al 2013 e una al 2014. La legge di delegazione del 2013 ha ormai visto la propria quasi totale attuazione, così come la seconda per lo stesso 2013; a buon punto anche quella relativa al 2014, pure attuata solo parzialmente. Questi dati mostrano l’efficacia del nuovo strumento, che riesce ad attuare in larga parte e in tempi sostanzialmente brevi quanto previsto dalla normativa dell’Unione, di cui, come dicevo, siamo parte integrante e non certo vittime, come vuole certa propaganda politica. Sarebbe però – lo si ribadisce – necessario far comprendere ai cittadini con chiarezza di cosa stiamo parlando e quale sia il valore di queste norme, spesso troppo tecniche e di difficile comprensione. In realtà, il tema della difficoltà di comunicazione da parte dell’Unione europea nei confronti dei propri cittadini non riguarda solo questa legge, ma tutto il complesso dell’attività dell’Unione. L’Europa dovrebbe essere in grado di agire meglio e con più chiarezza, comunicando con efficienza quanto fatto e quanto necessario per fare vera integrazione tra i popoli europei. Si tratta, certo, di un tema molto più grande di quello che tratta la legge di delegazione. Ci si limita, dunque, ad un accenno, per non uscire fuori dal tema, ma anche per non limitarsi sempre ad una burocratica citazione di dati di fatto. Insomma, auspichiamo che si possa lavorare tutti insieme per crescere, migliorare, integrare, accogliere, per un’Europa davvero di tutti e di ciascuno, ed è per questo che il voto del gruppo Democrazia Solidale-Centro Democratico sarà favorevole.

Guarda il video dell’intervento:

 https://www.youtube.com/watch?v=jhNjWDKBt_M?rel=0

 

 

 

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ACQUA: SBERNA VOTA CONTRO IL DDL

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“Nonostante ci sia ancora il mio cognome sul frontespizio, io non voterò a favore di questo provvedimento. Non è, come l’amabile collega Bianconi direbbe, dissociazione. In realtà, questi due giorni di lavori parlamentari ci hanno detto che non è più il testo che era stato presentato e firmato, sia a livello referendario sia dall’intergruppo « Acqua Bene Comune ». Non essendo più quel testo, evidentemente, anch’io, che mi ero tanto impegnato allora per il referendum, non lo considero più il mio testo e, quindi, voterò contro.” Lo ha detto il deputato del gruppo ‘Democrazia Solidale-Centro Democratico’ Mario Sberna durante l’approvazione in Aula della proposta di legge sulla tutela, il governo, la gestione pubblica delle acque.

Di seguito il video dell’intervento:

https://youtu.be/UwwGmgau7K4?rel=0