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STOP AI PARADISI FISCALI. MARIO SBERNA: BENE L’ACCORDO ITALIA-SVIZZERA

svizzera«L’accordo con la Svizzera, cui seguirà giovedì quello con il Liechtenstein, segna un passaggio epocale per il nostro Paese. A uno a uno cadono i paradisi fiscali che per troppo tempo hanno consentito di sfuggire ai controlli e alla tracciabilità dei capitali. Da oggi la caccia agli evasori avrà infatti una cartuccia in più e potrà favorire la recente normativa sulla Voluntary Disclosure approvata dal Parlamento a fine 2014. Ci auguriamo che i benefici derivanti da questi accordi potranno tradursi in maggiori risorse da destinare alle politiche per la famiglia». Lo dichiara in una nota il capogruppo «Per l’Italia-Cd» in commissione Finanze della Camera, Mario Sberna.

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Mario Sberna dopo la trasmissione «La Zanzara» OMOFOBO NO, PERSEGUITATO SI

mario

Pochi minuti in diretta radiofonica a La Zanzara sono bastati per sollevare un polverone intorno al deputato bresciano Mario Sberna, passato per «omofobo» a causa di alcune esternazioni fatte sotto la pressione di Beppe Cruciani e compagni. Così, mentre in rete il mondo arcobaleno dell’Arci si è scatenato contro il deputato, Sberna torna sulla vicenda, rilanciando la discussione su un piano di «opportunità politica» e non di scontro tra generi o classi.

Spiega il deputato: «Basta dare un’occhiata sul mio cellulare, sul profilo Facebook, sulla mail e Twetter per capire come in Italia puoi bestemmiare Dio o sputare sul presidente ma non ti puoi permettere di dire una parola, pur se scorretta, sui gay. Ieri ho cercato di rispondere a molti dei messaggi che mi sono arrivati da omosessuali. Ho avuto difficoltà a farlo su facebook, un po’ perché non amo molto questo strumento, un po’ perché un hacker ha tentato di impadronirsene… Ho chiarito che quando a Radio 24 ho associato ai gay la parola “ricchezza” mi riferivo ai personaggi pubblici che si ergono a portavoce dei diritti gay, non certo a chi fatica ad arrivare a fine mese. A tutti quelli che mi parevano sinceri – e non ‘stuzzicati’ dai blog Lgtb che invitavano a seppellirmi di proteste – ho provato a dare una parola di conforto.

Epperò avrei avuto piacere che, almeno, prima di scrivermi o di commentare attingendo dalle agenzie, gli interessati avessero almeno attinto dalla fonte, insomma, avessero ascoltato l’intervista per intero. Forse non avrebbero detto che sono omofobo (o contro le prostitute)».

Intanto il contesto dell’intervista: «una particolare trasmissione radiofonica, dai ritmi incalzanti con conduttori che sanno benissimo condurti anche dove non vorresti. Del resto Cruciani mi interpella spesso, forse perché sa delle mie idee oggi poco politically correct, forse perché sa che vivo il mio impegno politico come servizio a tempo determinato, convinto che del doman non c’è certezza (come del resto mi hanno ricordato molte gentili mail) e che la coscienza viene prima dell’opportunità politica. Bene, ci sto. I temi della trasmissione erano la povertà e lo sfruttamento del corpo di persone schiave. Su questo ho offerto il mio pensiero. Poi i conduttori, con la loro proverbiale malizia, mi hanno portato sul tema dei gay. Risultato: nei resoconti si è parlato solo di queste ultime battute».

Insomma, i poveri non fan notizia. Anche perché, se qualcuno parla di loro, non avrebbero poi i soldi per acquistare … il giornale. Io credo, al contrario che il Parlamento, e i media con esso, non dovrebbero avere come priorità altro che combattere le vere piaghe del paese, immediatamente. Si fatica e molto a dire quali sono davvero i Diritti mancati, usando la maiuscola per non confonderli come spesso si fa e si vuole fare coi privilegi. Mentre dovrebbero essere del tutto evidenti i Diritti mancati delle persone alle quali mi riferivo durante quella trasmissione, violentate, oppresse, impoverite, affamate, denudate, schiavizzate, comprate, svendute, picchiate, senza tetto, senza futuro. Non crediamo che a loro dovremmo guardare per primi? Insieme, certo, ai bambini strappati dal ventre delle madri, alle madri lasciate senza speranza, a chi mette al mondo un figlio e sa da subito che la fiscalità lo renderà più povero, a chi si sposa e – proprio e solo per questo – diventa col coniuge più povero del 35% l’anno, ai giovani senza lavoro e prospettive, agli anziani soli e abbandonati, ai malati, ai carcerati, ai morti del mare in fuga da guerra e fame. E potrei continuare con le priorità, ben superiori e diverse da quartieri a luci rosse, registrazione di matrimoni fatti a New York, nozze e adozioni Lgbt».

Questo – conclude Mario Sberna – avrei voluto dire se solo avessi avuto più tempo.

 

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MARIO SBERNA: «GRAZIE, PRESIDENTE MATTARELLA»

mattarella-giuramento-2-675x450Nel suo discorso di insediamento «è stato capace di fotografare le ansie, le preoccupazioni, le speranze di tutto il popolo italiano». Così Mario Sberna commenta le parole del neo presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Sberna ha apprezzato la lettura che il presidente della Repubblica ha dato della politica, da intendersi come «bene comune, patrimonio di ognuno e di tutti»; la sua idea di quanto sia necessario «avvicinare le istituzioni a quei cittadini che le sentono estranee. «Ho molto apprezzato anche il riferimento che il Capo dello stato ha fatto alla famiglia nel suo insieme e nei suoi singoli membri». Essere garante della Costituzione – ha sottolineato Mattarella – significa anche garantire «il diritto allo studio dei nostri ragazzi e il loro diritto al futuro, il diritto al lavoro». Significa promuovere la cultura e sostenere la famiglia. «Grazie, Presidente»

Leggi il discorso integrale: discorso di insediamento presidente Mattarella