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LA TASI E LE FAMIGLIE CON FIGLI. LA RISPOSTA DEL MINISTERO: «È DECISIONE DEGLI ENTI LOCALI». LA REPLICA DI MARIO SBERNA: «UNA INTERROGAZIONE IN 2.178 CONSIGLI COMUNALI?»

TASI2Il Ministero dell’Economia replica all’interrogazione di Mario Sberna. Il sistema dell’Imu – osserva il Mef in risposta all’interrogazione – aveva previsto, è vero,  agevolazioni per le famiglie con figli a carico, ma solo per il 2012 e per il 2013. Dunque le agevolazioni sarebbero comunque sparite nel 2014. Con la Tasi al comune è attribuita la facoltà, «nell’esercizio della sua autonomia impositiva, di effettuare una manovra di carattere agevolativo, elevando la detrazione di 200 euro fino a concorrenza dell’imposta».

Insomma, «l’equa redistribuzione fiscale auspicata dall’onorevole interrogante appare già garantita attraverso l’intervento diretto del comune, ente territoriale più vicino ai cittadini e in grado di rappresentare meglio le necessità della collettività nel determinare le misure dell’imposta dovuta, attraverso l’individuazione delle relative aliquote e delle detrazioni».

Per niente soddisfatto della risposta Mario Sberna: «Alla richiesta di veder garantito un principio costituzionale, lo Stato risponde facendo Ponzio Pilato. I dati dimostrano come ben pochi comuni abbiano deciso di tener conto del numero dei componenti il nucleo familiare. Che devo fare? Presentare interrogazioni in 2.178 consigli comunali?»

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TASI, I CONTI NON TORNANO: PESERA’ SULLE FAMIGLIE PIU’ POVERE E SU QUELLE CON PIU’ FIGLI. L’INTERROGAZIONE DI MARIO SBERNA

TASILa Tasi peserà sulle tasche di una famiglia su due più di quanto, nel 2012, aveva pesato l’Imu. Lo rivela uno studio del servizio politiche territoriali della Uil, divenuto oggetto di una interrogazione a risposta immediata in commissione finanze firmata dal deputato bresciano Mario Sberna.

Il calcolo non è semplice. Seguiteci con attenzione. La base del calcolo Tasi è la rendita catastale rivalutata del 5 per cento e moltiplicata per 160. La somma va, poi, moltiplicata per una aliquota: fino a un massimo di 2,5 senza detrazioni, fino ad un massimo di 3,3 se sono previste detrazioni. I criteri dell’abbassamento dell’imposta sono: la categoria catastale, la rendita, i figli, i disabili che abitano in casa, l’Isee o il reddito annuo.

Dopo la pubblicazione delle delibere comunali e secondo le prime simulazioni del peso delle tasse, Uil ha fatto le prime simulazioni. Solo il 35,9% ha previsto uno sconto, il 15% ha optato per una detrazione fissa, il 19% le ha legate alla rendita catastale della casa e solo il 13,3% del totale (appena 869 comuni) le ha concesse per i figli a carico, e quasi in tutti i casi solo a partire dal terzo o quarto figlio. Uno sparuto gruppo di 37 comuni ha tarato le agevolazioni sul reddito del proprietario, altri 173 si sono affidati all’Isee, ma solo 179 hanno tenuto conto dei figli con handicap, infine 146 hanno previsto sconti in base all’età dei proprietari.

Osserva il deputato family-friendly: «Se guardo questi dati, ne concludo che è scomparso l’effetto redistributivo, per cui il peso della Tasi grava maggiormente sulle famiglie più povere e su quelle con più figli».

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LEGGE DI STABILITA’: ANNUNCIATA UNA MISURA FAMILY FRIENDLY. MARIO SBERNA: ORA DALLE PAROLE AI FATTI

fn«Prendiamo atto con soddisfazione che il Presidente Renzi ha fatto tesoro della nostra proposta di rimodulare in modo strutturale il bonus Irpef inserendo nella Legge di Stabilità 500 milioni da destinare alle detrazioni fiscali per le famiglie numerose. Finalmente una misura family friendly concreta e soprattutto equa, perché toglierebbe a chi ha di più per dare a chi ha meno. Ad oggi, questa misura penalizza i nuclei monoreddito e quelli più numerosi, oltre che gli incapienti». Così  il deputato Mario Sberna, capogruppo di «Per l’Italia» in commissione Finanze di Montecitorio. «’Da una parte si deve dunque allargare le fasce di reddito che possono usufruire dello sgravio in funzione del numero dei figli e, dall’altra – sottolinea Sberna -, diminuire il bonus a chi non ha familiari da mantenere: facendo salvi gli 80 euro per chi ha una persona a carico e aumentando il bonus di altri 10 euro per ogni figlio in più. In questo modo una famiglia monoreddito con due figli potrebbe ricevere 100 euro in più al mese: di questi tempi non è cosa da poco. Il gruppo Per l’Italia vigilerà in Parlamento affinché le parole del presidente Renzi diventino una realtà concreta»

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«L’ITALIA FACCIA TUTTO IL POSSIBILE PER SALVARE ALEPPO»

aleppo«Chiediamo che l’Italia faccia tutto il possibile per salvare le persone intrappolate nelle città di Kobane e Aleppo. Si insista con la Turchia perché apra la frontiera, si trovi il modo di salvare quelle vite in pericolo di morte. Che l’Italia sia il simbolo, per una volta, non dell’indifferenza impotente del mondo, ma della volontà di difendere i civili innocenti». Lo affermano i deputati del gruppo parlamentare Per l’Italia. «Non si può restare a guardare – sostengono – senza intervenire mentre un’intera città rischia di soccombere sotto i nostri occhi. Le frontiere sono chiuse dalla Turchia e nemmeno a quei curdi che vorrebbero andare ad aiutare i loro fratelli è possibile portare soccorso. La situazione rischia di precipitare e ogni intervento è bloccato da veti incrociati. Kobane oggi è un simbolo, come Aleppo città della convivenza multiculturale assediata e che cadrà sicuramente se non si agisce subito», concludono.

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AGGRESSIONI ALLE SENTINELLE IN PIEDI. FORUM FAMIGLIE: ORA CI ASPETTIAMO UNA CORALE CONDANNA DEL PARLAMENTO

sentinelle«Gran brutta vicenda quella delle aggressioni alle Sentinelle in piedi, troppo repentina e troppo estesa per essere frutto di casualità e non di concertazione e  volontà ben precise» commenta Francesco Belletti, presidente del Forum. «Ed è una gran brutta vicenda non solo per chi condivide lo spirito e i valori difesi delle Sentinelle, ma per chiunque abbia a cuore la libertà di espressione,

«Non si tratta di entrare nel merito delle questioni (anche noi, peraltro, siamo assolutamente convinti che un bambino ha bisogno di un padre e di una madre), quanto piuttosto di riflettere su come si possano regolare le divergenti (legittimamente divergenti) posizioni su un tema tanto sensibile e delicato dal punto di vista, etico, valoriale e culturale con una legge che si ricollega alla legge Mancino, nata per contrastare azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista e al razzismo.

«Ma evidentemente quando si hanno poche ragioni per sostenere le proprie tesi si passa alle vie di fatto. Ora ci aspettiamo di sentire dal Parlamento una corale e chiara condanna contro chi afferma esplicitamente che le sentinelle non hanno il diritto di manifestare pacificamente. Vogliamo vedere l’impegno personale contro la violenza e la sopraffazione dei violenti: nome per nome. Vogliamo vedere nel Parlamento, nome per nome, chi crede nella democrazia, e vuole che anche chi non la pensa come lui possa esprimere liberamente il proprio parere, in modo non violento. Come fanno le Sentinelle, e come non fa chi insulta, bestemmia, provoca, a volte colpisce e malmena.

«E sempre in Parlamento vorremmo chiedere a chi nei mesi scorsi ha sostenuto e votato il disegno di legge Scalfarotto se i fatti dei giorni scorsi sono sufficienti a dimostrare che quel progetto di legge legittima culturalmente e legalizza giuridicamente un atteggiamento liberticida e ideologico che introduce a sua volta una discriminazione al contrario. Un atteggiamento che andrebbe, questo sì, perseguito ai sensi della legge Mancino.

«E a questi parlamentari progressisti vorremmo infine chiedere» conclude Belletti «se hanno ben chiaro che in ballo c’è la libertà di espressione di tutti, non solo di quella delle sentinelle».

Parole condivisibili per il deputato bresciano Mario Sberna, che alla Camera aveva votato contro il disegno di legge Scalfarotto. Sul ddl omofobia l’ex leader delle famiglie numerose si era espresso così

http://www.mariosberna.it/?p=1639

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NOMINE GIUDICI COSTITUZIONALI – I DEPUTATI DI PER L’ITALIA: «UNO STALLO CHE MINA LA CREDIBILITA’ DEL PARLAMENTO»

csm-web«La diciassettesima fumata nera nell`elezione dei giudici costituzionali ripropone uno stallo che
sta minando la credibilità e la dignità del Parlamento. Indicazioni di tipo spiccatamente partitico, sovente assunte senza il coinvolgimento dei gruppi parlamentari, non riescono a trovare al momento del voto il consenso necessario per superare il quorum, che nell`attuale composizione del Parlamento richiede una larga convergenza tra maggioranza e opposizione». Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati del gruppo parlamentare «Per l’Italia» Federico Fauttilli, Gian Luigi Gigli,
Mario Marazziti, Gaetano Piepoli e Mario Sberna.

«Era stato suggerito nelle settimane scorse – proseguono – un approccio diverso, teso alla ricerca di nomi di giuristi illustri, da condividere come candidature al di sopra dei riferimenti di partito. Un tale approccio avrebbe permesso di esaltare l`immagine della Corte quale organo super partes, in
grado di operare a garanzia di tutti. E il momento del voto avrebbe potuto in tal modo indicare al Paese la strada della collaborazione costruttiva, al di là delle differenze, nell`interesse del Paese. Abbiamo bisogno di un di più di “democrazia costruttiva”. Se i nomi a suo tempo proposti, per
quanto eccezionalmente illustri, non riscuotessero sufficiente consenso, chiediamo ai colleghi dei partiti maggiori di avviare una riflessione all`interno dei propri gruppi per individuare
personalità di pari profilo, con caratteristiche indiscusse di profonda dottrina, indipendenza, prestigio professionale, rettitudine morale e  provata imparzialità, in grado di trovare un largo consenso trasversale. Non seguire questo percorso rischia di allargare la distanza tra Parlamento e Paese e di contribuire al discredito delle istituzioni».

 

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NOZZE GAY REGISTRATE IN COMUNE? ALFANO: A BOLOGNA INECCEPIBILE IL COMPORTAMENTO DEL PREFETTO

Palazzo_Comunale_(Bologna)C’è voluta una interrogazione dei deputati Mario Sberna e Gianluigi Gigli per sollecitare una risposta di Angelino Alfano sulla trascrizione nei registri comunali delle nozze gay celebrate all’estero (leggi http://www.mariosberna.it/?p=2857). E quella del ministro dell’Interno è una posizione negativa: i sindaci non possono «prescindere dal quadro normativo nel nostro paese» e non possono promuovere tali elenchi speciali. Dunque il prefetto di Bologna «ha eseguito correttamente la sua funzione». Il riferimento va alla istituzione del registro dei matrimoni omosessuali presso gli uffici dell’anagrafe di Bologna lo scorso 15 settembre, per esplicito volere del sindaco Virginio Merola. In quell’occasione il prefetto Ennio Mario Sodano aveva scritto al primo cittadino chiedendo di annullare la decisione in quanto contravviene con le leggi nazionali. Merola (Pd) aveva però tenuto il punto e non ha ubbidito all’ordine prefettizio. In quella prima giornata bolognese si erano recati in Comune per la registrazione anche il senatore Sergio Lo Giudice (Pd), assieme al marito Michele Giarratano e al figlioletto Luca, avuto da una madre surrogata Le parole di Alfano: «Nessuna azione, nessuna attività, nessuna decisione, nessuna direttiva dei sindaci, in materia di stato civile, può prescindere dal quadro normativo vigente nel nostro paese» ha scandito il ministro: «Spetta al parlamento, nell’esercizio della sua discrezionalità politica, individuare le giuste forme di garanzia e di riconoscimento per tali unioni».

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Dopo l’interrogazione di Mario Sberna: LEGGE DI STABILITA’, LA PROMESSA DEL GOVERNO: «UN BONUS IRPEF ATTENTO AL NUMERO DEI FIGLI? QUESTIONE DA APPROFONDIRE»

stabilità1Nella prossima legge di Stabilità «considerate le risorse disponibili, si cercherà di rendere strutturale la misura del bonus di 80 euro approfondendo nel contempo la possibilità di interventi agevolativi a favore delle famiglie».

È quanto scrive il Tesoro in risposta a un’interrogazione parlamentare del deputato Mario Sberna, rappresentante di «Per l’Italia» in commissione Finanze in cui aveva chiesto la rimodulazione del bonus Irpef tenendo conto del «Fattore Famiglia».

«Apprezzo l’impegno del governo a rendere strutturale la rimodulazione del bonus Irpef tenendo conto del “Fattore Famiglia” nella prossima legge di Stabilità», ha commentato Sberna, sottolineando che «ora è tempo di passare dalle buone intenzioni ai fatti. Togliere a chi ha di più per dare a chi ha meno, in chiave family friendly, sarà la nostra battaglia in Parlamento. Ad oggi, questa misura non è equa, perché penalizza i nuclei monoreddito e quelli più numerosi, oltre che gli incapienti».

«Basterebbe da un lato allargare le fasce di reddito che possono usufruire dello sgravio in funzione del numero dei figli e, dall’altro, – ha spiegato Sberna – dare un po’ di meno, parliamo di 60 euro, a chi non ha familiari da mantenere: facendo salvi gli 80 euro per chi ha una persona a carico e aumentando il bonus di altri 10 euro per ogni figlio in più.  In questo modo una famiglia monoreddito con due figli potrebbe prendere 100 euro in più al mese, che non è poco. Perché la famiglia numerosa non chiede assistenza o elemosine: chiede solo equità e, sì, anche qualcosa di più, cioè quel “particolare riguardo” prescritto dall’art. 31 della Costituzione, che da troppi decenni viene semplicemente dimenticato».