Senza categoria

La registrazione dei matrimoni omosessuali è «illegittima»: interrogazione di Gigli e Sberna

fediLa registrazione nelle anagrafi cittadine di matrimoni omosessuali celebrati all’estero è «illegittima». Così i deputati Mario Sberna e Gianluigi Gigli, che su questa questione hanno presentato una interrogazione a risposta scritta al ministro dell’Interno e a quello della Giustizia. I due deputati ricostruiscono gli ultimi casi riportati dalla cronaca. A Napoli, il 14 luglio, alla presenza del sindaco Luigi de Magistris, è stato trascritto nel registro dell’anagrafe cittadina, un matrimonio contratto all’estero fra persone dello stesso sesso: atto reso possibile grazie ad una direttiva del sindaco che consente all’anagrafe cittadina l’operazione di trascrizione». Il sindaco, ricordano i due onorevoli, avrebbe dichiarato: «Siamo convinti che il sindaco abbia il diritto e il dovere di far trascrivere presso gli uffici dell’anagrafe e dello stato civile i matrimoni che, purtroppo, per ora possono essere celebrati soltanto all’estero», asserendo inoltre che: «Questa trascrizione ha un valore anche giuridico: mette a pari livello un matrimonio etero e uno omosessuale, per esempio per partecipare alle politiche sociali della città oppure all’assegnazione delle case».

Il 17 luglio anche il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha «deciso di riconoscere i matrimoni gay celebrati all’estero, dichiarando: ‘Quando si tratta di diritti civili non arretriamo davanti a nessuno. Io non ho paura della parola matrimonio e noi riconosceremo, o almeno io chiederò che possano essere riconosciuti, i matrimoni, qualunque sia il sesso degli sposi, che sono celebrati all’estero’».

Il 21 luglio 2014 poi, anche il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha emanato una direttiva che permetterà, a partire dal 15 settembre 2014, di trascrivere nei registri di stato civile del comune le unioni gay celebrate all’estero.

Gli interpellanti ricordano la sentenza n. 170 dell’11 giugno 2014 emanata dalla Corte costituzionale, su giudizio incidentale sollecitato dalla Corte di cassazione, e pronunciata su un matrimonio di una coppia eterosessuale regolarmente sposata nella quale però l’uomo decide di cambiare sesso e la coppia stessa decide di rimanere unita risultando così composta da persone dello stesso sesso. La consulta, pur concedendo «di mantenere in vita un rapporto di coppia giuridicamente regolato con altra forma di convivenza registrata, che tuteli adeguatamente i diritti ed obblighi della coppia medesima» e “pur considerando «nella nozione di formazione sociale – nel quadro della quale l’articolo 2 Cost. dispone che la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo – è da annoverare anche l’unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia», ha però molto chiaramente sottolineato che «la situazione […] di due coniugi che, nonostante la rettificazione dell’attribuzione di sesso ottenuta da uno di essi, intendano non interrompere la loro vita di coppia, si pone, evidentemente, fuori dal modello del matrimonio – che, con il venir meno del requisito, per il nostro ordinamento essenziale, della eterosessualità, non può proseguire come tale’».

Sintetizzando, la nostra Suprema Corte si è pertanto tenuta ben lontana dal ritenere legittimo il matrimonio omosessuale nel nostro ordinamento costituzionale. Dunque Gigli e Sberna dichiarano come sembri molto arduo considerare legittimo il riconoscimento giuridico da parte delle nostre istituzioni nazionali e locali del matrimonio omosessuale, pur se celebrato all’estero.

Gli onorevoli Gigli e Sberna chiedono dunque ai ministri dell’Interno e della Giustizia se intendano rilevare l’illegittimità della condotta dei sindaci coinvolti e “quali urgenti iniziative, anche di natura normativa, intendano porre in essere al fine di colmare un evidente vuoto normativo in merito, seguendo il dettato dell’articolo 29 della Costituzione che impone alla Repubblica il riconoscimento dei ‘diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio’, tenendo conto del principio da ultimo espresso con la sentenza Corte Cost. n. 170 del 2014, ove si dichiara con estrema chiarezza che requisito essenziale del matrimonio è la ‘eterosessualità’ della coppia».

Senza categoria

58MILA CONTROLLI DAL 2013 AD OGGI. SBERNA: MA MOLTE DOMANDE SONO STATE ELUSE

slot0338mila controlli nel 2013, 20mila controlli nei primi mesi del 2014. 68 sale giochi che accoglievano, al loro interno, minori. 394mila euro di multe elevate nel 2013, 402 giorni di sospensione disposti in totale. Queste le cifre riportate dal rappresentante del governo in risposta alla interrogazione sulle slot machine firmata da Mario Sberna e Paola Binetti.

«Risposte solo parziali – commenta Mario Sberna – che eludono altre domande, tra le quali: perché la Rai ha trasmesso durante i mondiali pubblicità a favore dell’azzardo? perché si stanno passando pubblicità per vincere casa e 500.000 euro col gratta e vinci? Perché non sono ancora state tolte le infernali macchinette vicine alle scuole…. Insomma, delusione più totale per il menefreghismo nei confronti di una vera e propria piaga sociale»

Senza categoria

SUL GIOCO D’AZZARDO NON SI GIOCA. SBERNA E BINETTI CHIEDONO SANZIONI PER CHI TRASGREDISCE LE NORME

slot02«Sul gioco d’azzardo non si gioca». La pensano così i deputati Mario Sberna e Paola Binetti (Udc) che hanno presentato un’interrogazione in cui chiedono al Governo «quali iniziative intenda adottare, per quanto di competenza, per sanzionare puntualmente la sistematica trasgressione delle norme e dei criteri relativi al gioco d’azzardo chiaramente fissati in leggi già approvate dal Parlamento attualmente riproposte anche in sede europea».

I deputati fanno riferimento alla raccomandazione Ue in cui «l’Europa chiede nuove regole sul gioco d’azzardo per un efficace contrasto alla ludopatia e in questo senso detta nuove indicazioni a tutela dei consumatori».

Senza categoria

LA CAMERA APPROVA UN DOCUMENTO SULLA LIBERTA’ RELIGIOSA

Paola-Binetti«L’approvazione a larga maggioranza della nostra mozione sulla tutela della libertà religiosa è un ottimo punto di partenza per l’inizio del semestre europeo a guida italiana. Se il buongiorno si vede dal mattino, è da questo mattino che noi vogliamo vedere il nostro governo impegnato in un nuovo modo di intendere anche la politica estera del nostro Paese nella salvaguardia di un diritto inviolabile dell’uomo come quello di vivere la propria fede in libertà». Lo afferma Paola Binetti, prima firmataria del documento approvato nell’Aula della Camera. Documento che è stato firmato anche dal deputato Mario Sberna. «Con questa mozione – sottolinea Binetti – abbiamo impegnato il governo ad attivarsi con determinazione per tutelare la libertà religiosa, denunciando ogni forma di cristianofobia nei Paesi in cui i cristiani sono perseguitati, e a promuovere misure di prevenzione dell’intolleranza attraverso la messa al bando di ogni forma di incoraggiamento del fanatismo e dell’odio religioso, sia in ambito educativo, culturale e attraverso i mezzi di comunicazione di massa».