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Dopo le dichiarazioni di Matteo Renzi: FATTORE FAMIGLIA, CHE SIA LA VOLTA BUONA?

renziIl Documento di economia e finanza (Def) è passato così come era stato inizialmente pensato. Il presidente del consiglio Matteo Renzi ha forzato sui tempi, per evitare – così ha spiegato – che gli 80 euro in più di detrazioni – più volte promessi – non arrivassero in tasca ai percettori di redditi medio – bassi con la busta paga di maggio.

Resta dunque l’amarezza per un intervento buono, ma parziale: perché le detrazioni interesseranno solo i lavoratori attivi e non i pensionati, i dipendenti ma non gli autonomi. Perché delle nuove detrazioni non usufruiranno gli incapienti. E perché il provvedimento non tiene conto dei carichi familiari.

Su quest’ultimo tema, in particolare, si era speso il deputato bresciano Mario Sberna, che aveva chiesto di dare al Def un orientamento più marcatamente family friendly. La voce di Sberna era rimbalzata ed era stata accolta con favore un po’ in tutti i partiti di maggioranza.

Chiusa la partita, Matteo Renzi – in una intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica – ha ammesso che la questione esiste: «Ottanta euro dati a un single hanno un impatto diverso rispetto a un padre di famiglia monoreddito con 4 figli. Dobbiamo porci questo problema. L’Italia non si può permettere il lusso di trattare male chi fa figli». Una dichiarazione di appena 15 secondi. Breve, brevissima rispetto ai fiumi di inchiostro e di parole che esprimono la weltanschauung di Mario Sberna e delle associazioni familiari in Italia. Quanto basta, però, per riaccendere le speranze di un intervento strutturale a favore di quelle coppie che decidono di mettere al mondo uno o più figli.

Mario Sberna, intervistato da Quotidiano nazionale, dice la sua. Al giornalista che gli chiede: «In concreto cosa si aspetta?» lui risponde: «L’Istat fissa la soglia di povertà a 5mila euro l’anno. Bene. Stabiliamo che per ogni componente della famiglia si detraggono 5mila euro dal reddito. Dato un reddito, una cosa è doverci mangiare o vestire in due, un’altra in cinque. C’è poi un’altra questione: le bollette di luce, gas, acqua, prevedono che fino a un certo consumo si paghi la tariffa sociale, poi la tariffa cresce. Come può stare dentro la tariffa sociale chi ha cinque figli a cui fare la doccia giornaliera? Al contrario, c’è chi è solo e magari ha quattro o cinque case e in tutte paga la tariffa sociale. L’ingiustizia è evidente».

 

Per leggere l’intervista di Mario Sberna a Quotidiano Nazionale clicca qui

 

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SGRAVIO ALLE FAMIGLIE. PASSA LA RICHIESTA DI MARIO SBERNA (POPOLARI PER L’ITALIA): IL GOVERNO DOVRA’ TENER CONTO DEI CARICHI FAMILIARI

fam2Il Documento di economia e finanza dovrà prevedere più sgravi per quelle famiglie che hanno uno o più figli. È la «promessa» strappata dal deputato bresciano del gruppo «Popolari per l’Italia» ai partiti che sostengono la maggioranza di governo, che nell’approvare il Def – nel passaggio relativo agli ormai noti ottanta euro da restituire ai meno abbienti – hanno inserito nella risoluzione votata a maggioranza assoluta la frase «tenendo conto dei carichi familiari».

«Per troppi anni – afferma Mario Sberna –  questo Paese ha scaricato tutte le sue pecche sui figli, l’unico vero futuro sul quale si puo’ sperare. Lo ha fatto  arrivando al punto da punire sistematicamente chi aveva il coraggio, la gioia, la generosità di mettere al mondo i bambini». Se il governo ha deciso di «restituire» risorse ai cittadini più fragili, non deve ispirarsi solo ad un principio di equità verticale, cioè venire incontro a chiunque prende meno di 1.500 euro. Ma anche ad uno di equità orizzontale, tenendo conto cioè di quante bocche vengono sfamate da quei  1.500 euro»  osserva Mario Sberna.

Già, ma come fare? «Gli strumenti sono semplici e quindi facilmente applicabili – ha sottolineato Sberna -: una divisione degli 80 euro “ad personam”, per esempio 20 euro pro capite; oppure un aumento della quota di stipendio netto per ridurre il cuneo in base alle persone che vivono con quello stipendio. Senza assolutamente dimenticare gli incapienti, ai quali pure dovrà essere destinato un bonus in base al numero dei componenti il nucleo familiare. Parliamo di ben quattromilioni di lavoratori, per la maggior parte famiglie monoreddito con figli, in particolare famiglie numerose, oppure madri lavoratrici part-time con figli a carico, che già ora non possono detrarre nemmeno le spese mediche o scolastiche».

Per vedere la dichiarazione di Mario Sberna in aula sul Def clicca qui  http://youtu.be/bBfgduJv7fk

Per leggere la dichiarazione clicca qui

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UNA GIORNATA NAZIONALE DELLA FAMIGLIA. PROPOSTA DI LEGGE DI MARIO SBERNA: FAMIGLIA NON COME ASSEMBLAGGIO DI CONSUMATORI O DI POVERI DA AIUTARE, MA COME SOGGETTO PRODUTTIVO DI BENI IMPORTANTI PER LA SOCIETA’, COME L’EDUCAZIONE E LA SOLIDARIETA’

famiglia1Esiste già in tanti Paesi ma non da noi. Per colmare la lacuna, il deputato bresciano di «Per l’Italia», Mario Sberna, ha depositato alla Camera una proposta di legge per istituire, il 15 maggio di ogni anno, la Giornata nazionale della famiglia. La proposta di legge sarà presto calendarizzata nella prima commissione (quella che si occupa degli affari costituzionali)  della Camera dei Deputati.

La proposta di legge si inserisce nel solco delle iniziative promosse dall’Organizzazione delle nazioni unite, che ha proclamato il 2014 Anno internazionale della famiglia. Inoltre, l’assemblea generale delle Nazioni Unite, con la risoluzione 47/237 del 20 settembre 1993, ha scelto proprio il 15 maggio per la Giornata internazionale della famiglia. E al tema della famiglia sarà dedicato ad ottobre di quest’anno un Sinodo straordinario dei vescovi della Chiesa cattolica.

«La famiglia, in quanto nucleo fondamentale della nostra collettività, è al centro della pubblica attenzione fin dai tempi più antichi – spiega Sberna – non a caso Cicerone la definisce Seminarium rei publicae. Secondo la Dichiarazione dei diritti dell’uomo, rappresenta il nucleo naturale e fondamentale della società e ha il diritto di essere protetta dalla società e dallo stato».

Di qui l’utilità di una «celebrazione annuale – spiega Sberna – per sottolineare  l’importanza che la comunità attribuisce alla famiglia, intesa come unità fondamentale della società e costituisce una preziosa occasione per discutere delle tematiche e degli interventi a favore dei nuclei familiari, con una particolare attenzione al sostegno delle giovani coppie, per l’attuazione di nuove politiche che diano un rinnovato slancio verso i percorsi di genitorialità».

Per promuovere tra i più giovani i valori della famiglia, la proposta di legge punta a coinvolgere direttamente le scuole. La proposta di legge prevede anche che la presidenza del Consiglio, d’intesa con il Forum delle associazioni familiari (in Italia rappresenta più di tre milioni di nuclei) si faccia carico di una capillare «campagna di informazione» per lanciare l’iniziativa.

«Nel nostro Paese – sottolinea Sberna – occorre una vera e propria rivoluzione culturale e politica per arrivare a riconoscere la famiglia non come un gruppo di consumatori o di poveri da aiutare in casi estremi, ma come soggetto produttivo di beni importanti per la società, come l’educazione e la solidarietà. In tal modo, s’intende sottolineare il ruolo di volano della famiglia, non tanto destinataria di politiche assistenziali, quanto protagonista e partecipe dei processi decisionali che la riguardano».

Cofirmatari della proposta sono ben 54  parlamentari appartenenti a tutti gli schieramenti (eccezion fatta per il Movimento 5 Stelle). I loro nomi: Gigli, Binetti, Adornato, Balduzzi, Pier Paolo Barretta, Basso, Bazoli, Benamati, Berlinghieri, Bobba, Borghese, Borghesi, Bosco, Bueno, Busin, Buttiglione, Caparini, Caruso, Casellato, Cera, D’Agostino, De Mita, Dellai, Fabrizio Di Stefano, Fauttilli, Fioroni, Fitzgerald Nissoli, Fucci, Galperti, Ginato, Lacquaniti, Librandi, Marazziti, Marguerettaz, Miotto, Monchiero, Nesi, Nicoletti, Oliaro, Palmieri, Patriarca, Piccoli Nardelli, Piepoli, Polverini, Preziosi, Rabino, Rondini, Rossi, Sammarco, Santerini, Tabacci, Vargiu, Vignali e Zanetti.

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FAMIGLIA SBERNA, NEL 2012 45MILA EURO DI IMPONIBILE

marioegleNell’anno 2012 Mario Sberna ha denunciato al fisco un reddito di 34.933 euro, «frutto dei miei lavori  part-time di amministratore del Seminario arcivescovile e di responsabile di una cooperativa sociale». Nello stesso periodo la moglie Egle ha denunciato 10.280 euro.

I redditi si riferiscono all’anno precedente l’elezione in Parlamento: per il prossimo anno, infatti, il reddito imponibile che la famiglia Sberna denuncerà al fisco nei prossimi giorni grazie ad un Caf, schizzerà in avanti di molto, grazie allo «stipendio» da parlamentare di Mario. Anche se, com’è noto, il reddito veramente disponibile per la famiglia dovrebbe essere più o meno equivalente a quello dello scorso anno, per la scelta del deputato di destinare il di più in beneficenza.