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VIA LA DETRAZIONE PER IL CONIUGE A CARICO? IL «NO» DI MARIO SBERNA

mario sberna aula«Se il governo ha intenzione di cancellare le detrazioni per il coniuge a carico, non avrà il nostro voto»: così Mario Sberna che, a nome dei Popolari per l’Italia ha inteso stoppare i rumors secondo cui nel piano anti-crisi del Governo ci sarebbe anche questa «odiosa misura». «Questa proposta del governo è  governo è una doccia fredda che riporterebbe indietro l’orologio della storia a quando la fatica esercitata nel segreto delle mura domestiche, veniva considerata come un “non-lavoro” o una mansione di serie c.
Rendere di fatto obbligatoria la scelta “esterna” servirebbe soltanto ad aprire un vulnus drammatico per molte famiglie. Quasi azzerato il welfare pubblico, l’assistenza ai bisognosi (non soltanto malati, ma anche semplicemente figli che non è detto debbano passare dieci ore al giorno a scuola) viene affidata alla famiglia: togliere anche questa detrazione per il coniuge a carico, sarebbe davvero un segno di disprezzo per la faticosa situazione che vivono le famiglie, soprattutto quelle meno abbienti».

 

Per vedere la dichiarazione di Mario Sberna clicca qui http://youtu.be/adD9-21pxhw

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MARIO SBERNA: BENE GLI SGRAVI IRPEF, MA TENGANO CONTO DEL FATTORE FAMIGLIA

famnum«Il tentativo di Renzi di sostenere i redditi più bassi attraverso gli sgravi Irpef va nella direzione giusta, sempre che il presidente del Consiglio riesca a trovare le coperture. Occorre tuttavia modulare l’intervento affinché tenga conto del fattore famiglia. Non sarebbe accettabile infatti che le coppie di fatto arrivassero a godere due volte dei benefici, se nessuno dei due partner supera i 1500 euro di stipendio, mentre una famiglia regolare potrebbe non goderne a causa del cumulo dei redditi dei due coniugi». Così i deputati dei Popolari Per l’Italia Gian Luigi Gigli e Mario Sberna. «Non sarebbe accettabile neanche – sottolineano – che un single potesse usufruire di un beneficio fiscale della stessa entità di quello riservato a un padre di cinque figli in una famiglia monoreddito. La giustizia retributiva passa attraverso un fisco a misura di famiglia. Renzi ha una buona occasione per tener conto dei carichi familiari e prestare attenzione alle famiglie in difficoltà: sta a lui non sciuparla».

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LEGGE ELETTORALE: NON PASSA LA «PARITA’ DI GENERE». LA DELUSIONE DI MARIO SBERNA

Cocente delusione in Aula a Montecitorio durante i lavori relativi alla nuova legge elettorale. Nonostante i proclami elettorali sulla parità di genere ed i numerosi interventi a sostegno degli emendamenti atti a favorire l’ingresso di più donne in Parlamento, nessuno di questi è passato a causa del voto segreto, dietro il quale si sono nascosti i deputati del PD e di FI, la strana maggioranza, che con l’appoggio delle deputate e dei deputati grillini, tutti evidentemente contrari ad aumentare il numero delle candidate femmine a discapito dei maschi, ha bocciato inesorabilmente gli emendamenti sul tema.

Nel suo intervento in Aula, a difesa degli emendamenti presentati, il deputato popolare Mario Sberna ha sostenuto la tesi secondo la quale la famiglia in primis, come cellula fondamentale, e la società poi, vive, prospera e si arricchisce grazie alla stretta unità di queste due differenze fondamentali, l’uomo e la donna. “Credo di essere di troppo in questo Parlamento… credo ci siamo troppi uomini qui; perché le segreterie dei partiti hanno deciso di rinunciare alla forza delle donne, al genio delle donne, alla capacità, alla creatività e al coraggio delle donne”, ha detto in Aula il deputato dei Popolari. “Se non sono in grado le segreterie dei partiti o dei click a far sì che le due differenze possano essere unite paritariamente in Parlamento, che lo si imponga per Legge”. Perché un Paese che rinuncia ad essere governato da entrambi i generi, maschio e femmina, insieme, rinuncia alla fecondità, alla pienezza, al domani.

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IL MINISTRO BEATRICE LORENZIN AMMETTE: «Sì, DOVREMO RIMODULARE IL SISTEMA DEI TICKET SANITARI»

tiket01Il ministro Beatrice Lorenzin si dice d’accordo nel rimodulare il sistema dei ticket sanitari. Lo ha riferito nel question time in risposta alla interrogazione del deputato Mario Sberna.  Il responsabile del ministero della salute si dice preoccupata perché molte persone stanno rinunciando alla prevenzione in quanto non possono permettersi una visita sanitaria. E vorrebbe anche che il ‘sistema pubblico’ fosse sempre più accessibile rispetto a quello privato. Un gruppo di esperti è al lavoro per elaborare in tempi brevi le linee generali della proposta di un nuovo Patto per la salute.

Soddisfatto della risposta Mario Sberna. «Che il sistema sia da rivedere è evidente. Ad oggi una famiglia con reddito inferiore a 36 mila euro lordi annui non paga il ticket per il figlio minore di sei anni, mentre una famiglia con tre figli minori di sei anni e altri di maggiore età, ma con un reddito di 37mila euro lordi annui, paga per tutti i propri figli. Che dire poi di una coppia di fatto che, non cumulando i redditi, non paga nulla: è una ingiustizia fiscale che porta – lo si legge nei report dell’Istat – il 14,3% di cittadini maggiori di 14 anni a rinunciare alla cura».

Per vedere la risposta del ministro Lorenzin all’interrogazione di Mario Sberna clicca qui

Per vedere la replica di Mario Sberna alla risposta del ministro clicca qui

 

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MARIO SBERNA INTERROGA IL MINISTRO LORENZIN: TICKET SANITARI TROPPO ONEROSI PER LE FAMIGLIE CON FIGLI

tiketTicket sanitari troppo onerosi per le famiglie con figli. Lo sostiene Mario Sberna che questo pomeriggio ha rivolto una interrogazione a risposta orale al ministro della salute Beatrice Lorenzin. Il deputato bresciano ha chiesto al ministro di portare la questione al tavolo degli incontri tra Stato e Regioni per l’elaborazione del Patto per la salute. «La maggior parte delle regioni – spiega Mario Sberna – definiscono la quota di accesso ad un utente ad una prestazione di diagnostica strumentale, di laboratorio o ad altre prestazioni specialistiche ambulatoriali semplicemente chiedendo al fruitore del servizio a quale fascia di reddito familiare appartenga. È del tutto evidente come, a parità di reddito, una coppia senza figlia abbia disponibilità maggiore rispetto ad una coppia che di figli ne ha uno, due, quattro, sei o dieci». Secondo il deputato dei Popolari per l’Italia, dunque, «la legislazione in tema di ticket sanitari risulta in aperto contrasto con l’articolo 53 della Costituzione, che prevede come ogni tipo di imposizione tributaria debba essere informata a criteri di progressività».

Per leggere il testo della interrogazione clicca qui

Per vedere il video dell’intervento di Mario Sberna in aula clicca qui

 

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FISCO: SBERNA (PI), SI’ A DELEGA MA SU FAMIGLIA GOVERNO CAMBI MARCIA «SENZA BIMBI NON C’E’ FUTURO PER IL PAESE»

«I Popolari Per l’Itafam1lia voteranno a favore della delega fiscale, ma avvertiamo sin d’ora il Governo che lo incalzeremo affinché la decretazione attuativa sia puntuale e possa contenere le osservazioni sul tema della fiscalità delle famiglie, che abbiamo sostenuto e che nel corso dell’iter attuativo dovranno trovare cittadinanza. Questo provvedimento rappresenta un’occasione storica per ricucire il rapporto ormai deteriorato tra amministrazione finanziaria e cittadino, ma prendiamo anche atto di come la logica anti-familistica, nell’esame delle nostre proposte sui carichi fiscali delle famiglie e in particolare di quelle numerose, abbia prevalso sull’unico vero ammortizzatore sociale del Paese: l’unico vero creatore di futuro, caposaldo dell’educazione e della crescita». Lo ha affermato nell’Aula della Camera il deputato dei Popolari Per l’Italia Mario Sberna durante le dichiarazioni di voto finale sulla delega fiscale.

«Senza bimbi non c’è futuro, ma quando si parla di fisco – ha sottolineato Sberna, capogruppo Pi in commissione Finanze -, fare famiglia e mettere al mondo dei figli è un aspetto che continua a lasciare indifferenti troppi governi. Non si chiedevano soldi, né privilegi: solo che si riconoscesse il valore sociale della famiglia e che venissero applicati i principi costituzionali del sostegno pubblico alle famiglie e della capacità contributiva. A parità di reddito, una famiglia di sei persone non vive nelle stesse condizioni di un single. Eppure, dalle addizionali regionali e comunali, all’Irpef, alle varie tasse, ai contatori di gas, luce ed acqua, non c’è una norma generale che vada a sostenere quell’ansia di giustizia, equità, ragione e logica».

Per leggere il testo della dichiarazione di voto letta da Mario Sberna clicca qui

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DELEGA FISCALE. MARIO SBERNA: SI TENGA CONTO DELLE SPESE DI CUI SI FA CARICO UNA COPPIA METTENDO AL MONDO UN FIGLIO. ODG ACCOLTO DAL GOVERNO

delegaIl governo ha ricevuto dal parlamento la delega per elaborare «un sistema fiscale più equo, trasparente ed orientato alla crescita». «Tra i criteri entro i quali potrà muoversi, non c’è, purtroppo, anche quello della valutazione dei carichi familiari – osserva Mario Sberna. Occorre rimediare». Nasce da questa considerazione l’ordine del giorno, presentato dal deputato bresciano,  che è stato appena accolto dal Governo, con il quale impegna lo stesso  «a riordinare le obbligazioni tributarie»  escludendo dalla tassazione quei costi cui una famiglia non può sottrarsi per il mantenimento, l’istruzione e l’educazione dei figli (compito affidato ai genitori dalla Costituzione. Nell’ordine del giorno si chiede al Governo anche di «costituire un tavolo di consultazione con la società civile e le associazioni familiari per l’individuazione delle misure di riordino stabilite dalla legge delega».

Su questo Odg Mario Sberna ha raccolto firme anche da esponenti di Pd e di Ncd.

Per leggere l’Odg clicca qui