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MARIO SBERNA, ADDIO A SCELTA CIVICA

mario sberna ddlMario Sberna lascia Scelta Civica per l’Italia.  A poco sono serviti i suoi tentativi di mediazione tra le diverse anime del movimento nel quale era stato eletto. Una convivenza che si è rivelata difficile sin dall’inizio dell’esperienza parlamentare.

In particolare liberal-radicali e montiani doc , dopo le dimissioni del fondatore, hanno premuto ed ottenuto che deputati e senatori di formazione cattolica uscissero  dal movimento.

«Ho sofferto molto in questi giorni. Ho pregato tanto. Ho cercato di dare il mio contributo per mantenere unito il movimento. Tutto questo nonostante, io per primo, da subito mi ero reso conto di avere una visione del mondo lontana ( e a volte opposta) a quella di diversi miei colleghi. Gli amici più stretti, con cui ho la fortuna di condividere preoccupazioni, gioie e speranze di questo mio impegno civile, sanno a cosa mi riferisco».

Ricorda Mario Sberna: «Quando mi fu chiesto di correre nella lista di Mario Monti, io feci notare che il leader del nuovo movimento era lo stesso cui l’associazione da me presieduta si era rivolta senza molta riverenza in occasione del Festival della famiglia a Riva del Garda.  A questa mia eccezione fu risposto: ‘ non ti chiediamo di cambiare pelle, se sarai eletto deputato dovrai continuare ad essere quello che sei, portando in parlamento la voce, spesso inascoltata, delle famiglie italiane’. Così ho cercato di fare. Appena eletto chiarii a tutti i colleghi che, di fronte a mille temi che mi si sarebbero presentati di fronte, io avrei votato seguendo, prima di tutto, la mia coscienza e la mia formazione. E questo ho fatto in questi mesi di esperienza politica.  Epperò constatare che diverse persone del mio gruppo leggevano la storia in modo a volte opposto al mio, era per me motivo di sofferenza. Perché ho cercato l’estrema mediazione dopo le dimissioni di Monti? Perché sono convinto che la divisione sia opera del diavolo, mentre il cristiano deve lavorare per l’unità».

Chiusa l’esperienza nel movimento fondato da Mario Monti, ne nasce un’altra.

«Volevo un partito nel quale i temi della solidarietà, della sussidiarietà, dell’attenzione agli ultimi fossero i principali; un partito nel quale il valore della famiglia fondata sul matrimonio e come cuore pulsante della società fosse il centro di ogni pensiero e attività politica; un partito nel quale la difesa della vita dal concepimento alla fine naturale fosse tanto naturale quanto l’aria che respiriamo. Volevo un partito popolare. Ora è nato».

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«UNO DI NOI», CONSEGNATE LE FIRME. LA SODDISFAZIONE DEL COMITATO PROMOTORE

feto_8_settimaneQuesta mattina il comitato italiano per UnoDINoi ha consegnato al Ministero dell’interno, che dovrà verificarle e certificarle, 631.024 firme. Contemporaneamente la stessa cerimonia avveniva in tutte le 28 Capitali comunitarie. Complessivamente gli europei che hanno aderito all’iniziativa sono stati 1.891.406, un numero imprevedibile, maggiore di quello raccolto da altre iniziative analoghe proposte su temi diversi.

«È con gran soddisfazione che presentiamo queste firme» commenta Carlo Casini, presidente del Comitato italiano. «La mobilitazione di tanti amici e soprattutto la diffusione di una sensibilità verso il rispetto del più debole, il bambino non nato, evidentemente è superiore a quanto noi stessi ci aspettassimo. Con questo grande moto popolare la politica europea, ma anche quella italiana, non potranno non fare i conti».

«La consegna delle firme è una tappa importantissima ma non esaurisce la mobilitazione» aggiunge la portavoce del Comitato, Maria Grazia Colombo. «L’iniziativa del Comitato prosegue per seguire con attenzione le procedure previste a livello europeo dall’iniziativa. È un mandato di attenzione che ci è stato consegnato dai 600mila italiani che hanno firmato e dalle associazioni che fanno parte del Comitato Italiano».

Tonno Inchingoli, tesoriere del Comitato, ha, da parte sua, rivolto «un ringraziamento a quanti hanno lavorato per il successo della mobilitazione: le associazioni e i singoli volontari che hanno mostrato la parte migliore del Paese».

«I numeri potrebbero ancora non essere definitivi» specifica il coordinatore per l’Italia dell’Iniziativa, Michele Trotta. «Le autorità nazionali devono verificare le firme per eliminare quelle con imperfezioni formali ma bisogna anche dire che il poco tempo riservato dalla normativa ai vari Comitati per contare le firme raccolte è stato talmente poco che fino a pochi minuti prima della consegna stavamo ancora verificando ed inscatolando i moduli con le firme e questi ultimi arrivi non sono entrati nella conta ufficiale del Comitato di Bruxelles. E questo vale per gli amici di tutti i Paesi. Forse il sogno di arrivare a due milioni di sottoscrizioni può ancora avverarsi».

Soddisfatto anche Mario Sberna che, tra i primi, aveva sottoscritto l’iniziativa dei cittadini europei.

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«FAMIGLIA» OMOSESSUALE/ «DOMENICA IN» ESCLUDE DAL DIBATTITO IL GIURISTA CATTOLICO GIANCARLO CERRELLI. INTERROGAZIONE IN COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI

tv«Le questioni omofobia e famiglia omosessuale siano affrontate in apposite trasmissioni, imparziali, alle quali partecipino soggetti competenti e di tutte le posizioni in campo»: lo chiedono alcuni parlamentari in una interrogazione presentata in commissione di vigilanza Rai. Tra i firmatari anche il deputato di Scelta Civica Mario Sberna.

Casus belli l’estromissione dell’avvocato Giancarlo Cerrelli, vicepresidente dei giuristi cattolici, dalla trasmissione «Domenica In» di domenica 3 novembre.

Si chiede Mario Sberna: «perché l’invito a Cerrelli è stato revocato? Cesura preventiva? Posizioni unilaterali a favore delle tesi che si rifanno all’ideologia del gender?».

Una cosa è certa. «la posizione della concessionaria pubblica sul tema dell’omofobia e più in generale sui temi della famiglia omosessuale si è dimostrata fino ad oggi unilaterale».

Di qui la richiesta di chiarimenti, del rispetto del pluralismo e dell’imparzialità imposti dal contratto di servizio, e la sollecitazione affinché la Rai affidi i dibattiti su temi sensibili a soggetti di maggior competenza rispetto ai meri intrattenitori.

All’interrogazione – primo firmatario il senatore Maurizio Gasparri – hanno aderito diversi esponenti di Pdl, Pd, Scelta Civica e Udc.

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SBERNA E BINETTI: “IL PAESE HA BISOGNO DI UN MINISTRO PER LA FAMIGLIA”

famiglie_minori“Il Paese ha bisogno di un ministro per la Famiglia, o di un viceministro con delega ad hoc, che prenda a cuore le sue necessita’”. Lo hanno sottolineato i deputati di Scelta Civica Paola Binetti e Mario Sberna intervenendo al Convegno “La famiglia, speranza e futuro per la societa’ italiana” sulle conclusioni dei Gruppi di Studio della XLVII Settimana sociale promosso alla Camera dei Deputati.