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LEGGE DI STABILITA’: ECCO IL PACCHETTO DI EMENDAMENTI PRO-FAMILY. MARIO SBERNA: PRONTO A DARE BATTAGLIA

OLYMPUS DIGITAL CAMERAUn pacchetto di emendamenti pro-family alla legge di stabilità saranno presentati  al senato da Giampiero Della Zuanna e alla Camera da Mario Sberna (primo firmatario) Gianluigi Gigli e Paola Binetti. Sono il frutto di un lavoro a più mani del deputato Mario Sberna ed alcuni esperti dell’osservatorio politico di Famiglie numerose.

Un lavoro di squadra – A loro va il ringraziamento del parlamentare bresciano: «più volte ho detto di aver rinunciato ad un collaboratore parlamentare retribuito ed infatti periodicamente, giustamente, restituisco allo Stato la quota del mio stipendio che dovrei destinare a quella figura (si tratta di 1.860 euro al mese). Ciò non significa che io non abbia collaboratori volontari: sono una quindicina e rappresentano un vero laboratorio di idee politiche (utilissimi nella preparazione di emendamenti, mozioni, interrogazioni, progetti di legge) ed una bella squadra di comunicatori (preparano comunicati stampa, curano il mio sito, tengono aggiornati gli amici grazie a facebook e twitter): mamme e papà che hanno condiviso con me l’avventura dell’associazionismo familiare e che continuano, oggi, a camminare con me in questo nuovo impegno. Mamme e papà che offrono alla causa della famiglia – e in particolare a quella con più figli – la loro disponibilità di tempo gratuita e appassionata».

Ecco, nel dettaglio, i principali emendamenti che saranno presentati.

Reddito minimo familiare – Il reddito minimo per considerare il familiare a carico è oggi fissato in 2840,51 euro. È un tetto fermo al 1986 quando, per fare un esempio, il gasolio costava 624 lire/litro (pari a 0,32 euro). Il tetto è stato poi tradotto in euro, ma mai aggiornato. Con l’emendamento si vorrebbe portare questo limite a 8000 euro, cifra che dovrebbe essere aggiornata ogni tre anni.

Incapienti – Molte famiglie, disponendo di un reddito basso e di molti figli, non riescono a beneficiare nemmeno di tutte le detrazioni per familiari a carico perché superiori all’imposta lorda diminuita delle detrazioni per redditi da lavoro dipendente.  A questo vorrebbe porre fine un emendamento che prevede il riconoscimento di un credito da corrispondere ai cosiddetti incapienti.

Detrazione per affitti figli studenti universitari – Oggi le famiglie, quando fanno la denuncia dei redditi, possono detrarre le spese di affitto sostenute dai figli studenti universitari fuori sede. Ma possono farlo solo se il loro ragazzo abita fuori dalla provincia di origine e ad almeno 100 km da casa. Come dire che se anche lo studente impiega due ore per arrivare alla sede universitaria, ma questa si trova a 99 km dall’abitazione in cui viveva con i genitori, non sono detraibili le spese di affitto che egli deve sostenere. Con l’emendamento si vorrebbe ridurre a 60 km la distanza minima tra la sede universitaria e l’abitazione per poter usufruire della detrazione delle spese di affitto.

Carta famiglia nazionale – Con questo emendamento le coppie con almeno tre figli a carico fino a 26 anni di età avrebbero diritto a sconti sull’acquisto di beni e servizi o a riduzioni di tariffe, concordate con soggetti pubblici e privati che aderiscono all’iniziativa.

La carta dovrà essere emessa dai singoli comuni, che attesteranno lo status della famiglia previsto al momento del rilascio; la carta dovrà avere durata biennale dalla data di emissione.

Biglietto famiglie ed abbonamento famiglia – Un altro emendamento prevede l’istituzione di biglietti ed abbonamenti famiglia per genitori con più figli di età fino a 26 anni. Biglietti ed abbonamenti per usufruire di mezzi pubblici, musei, cinema, teatri, spettacoli, eventi sportivi, servizi turistici ed alberghieri, parchi divertimenti, strutture ricreative.

L’esigenza di questa misura prende nasce da una considerazione: e cioè «la perdita del potere di acquisto conseguente alla nascita di un figlio e il forte rischio incontrato dalle famiglie con tre o più figli minori di entrare nella fascia di povertà relativa».

Tari – Le attuali tariffe sui rifiuti penalizzano le famiglie con tre e più figli. Da qui la necessità di prevedere a livello locale dei correttivi che vadano oltre l’Isee.

Tasi – L’emendamento chiede di prevedere una detrazione di 50 euro per ciascun figlio di età non superiore ai ventisei anni, purché egli abiti abitualmente ed abbia la residenza anagrafica nella stessa casa occupata dai genitori.

Aumento assegni nucleo familiare – L’Italia è tra i Paesi europei con gli assegni familiari di importo più basso. Con l’emendamento si chiederà che, almeno per le famiglie con tre o più figli, la misura degli assegni familiari sia aumentata del 15%.

Bonus maternità –– Contributi figurativi per chi genera ed alleva figli. Sono già previsti in Austria, Germania, Regno Unito ed in altri Paesi. Su questo tema è in elaborazione un ultimo emendamento alla legge di stabilità. Commenta Mario Sberna: «è evidente che una donna lavoratrice e madre ha fatto sacrifici superiori a qualunque altra donna lavoratrice, ma non madre. Di più: ha donato al Paese il futuro. Per questo riteniamo che sia importante e doveroso riconoscere tre anni di contributi figurativi ai fini pensionistici per ogni figlio messo al mondo».

La promessa del parlamentare bresciano: «Su tutti questi temi, prometto, darò battaglia».

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MARIO SBERNA A 7GOLD: «ERO UN FAN DI GRILLO. ADESSO NON PIU’». IL MATRIMONIO? «SOLO TRA UOMO E DONNA»

mario sberna aula«Tempo fa ero un fan di Grillo. Andai addirittura in Svizzera a vederlo. Nel Duemila, in occasione del Giubileo degli oppressi, andai a vederlo a Verona, quando egli parlò con padre Zanotelli». Mario Sberna, il deputato «francescano» di Scelta Civica, ospite di «Funamboli», il programma condotto da Alessandro Milan su 7Gold, rivela di essere stato in passato un ammiratore del fondatore del M5S. «All’epoca diceva cose che condividevo: stare dalla parte dei poveri, camminare con loro. L’ultima volta che è stato nel bresciano, invece, è andato nell’unico albergo a 5 stelle e ci è rimasto una settimana».

Poi ricorda dell’episodio agitato in Aula quando Riccardo Fraccaro dette a tutti del ladro: «È da inizio legislatura che il Movimento 5 Stelle mi dà – ci dà – del ladro – dei ladri – . Mi sento dire che siamo tutti ladri e che solo loro sono i più bravi. Alla fine, sono anche delle persone straordinarie sotto certi punti di vista, ma stanno in Parlamento per 40 clic della nonna, della zia e dei nipoti». E aggiunge: «Quando Fraccaro del M5S mi ha dato nuovamente del ladro in Aula, e in più la mattina avevo letto quel post di Grillo e Casaleggio sul reato di immigrazione clandestina (di fronte a quelle bare a Lampedusa) non ci ho visto più nulla, mi sono tolto il sandalo e per poco non gliel’ho tirato addosso».

Mentre dice questo, sullo sfondo passa l’immagine della scarpa agitata nel 1960 da Nikita Kruscev durante il congresso delle Nazioni Unite, in risposta ad un precedente intervento di un relatore filippino. Immagini passate alla storia. Del gesto di Mario Sberna, però, nessun documento filmato si conserva agli archivi.

Lui confessa: «Mi sono vergognato».

Poi Sberna spiega i trattenersi lo stipendio che percepiva prima di entrare in politica, 2mila e 500 euro. Una scelta, condivisa, in casa, anche con i figli più piccoli. Racconta della sua battaglia perché tutti i suoi  colleghi, come lui, utilizzino non la prima, ma la seconda classe, nei viaggi in treno – pagati dai contribuenti.

Sui matrimoni tra coppie gay : «Sono contrario al termine “matrimonio” tra omosessuali, il matrimonio – lo dice la stessa etimologia del termine – è solo tra un uomo e una donna. Il resto chiamiamolo “unione affettiva” o “paperino”, ma non “matrimonio”. È vero che ci sono unioni costituite da coppie gay con figli, ma sono un po’ esperimenti di laboratorio»

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MARIO SBERNA, ALMENO 86 VOLTE SU 100 PRESENTE AL VOTO. LE PAGELLE DI OPENPARLAMENTO

In sette mesi di attività di parlamentare Mario Sberna ha votato almeno 1.615 volte su 1824. Ciò significa che, al momento delle votazioni, in almeno 86 casi su cento (86,83% per la precisione) si trovava in Aula, mentre in 14 casi su cento (13,17%, per un totale di 245 votazioni) era assente.

Sberna MarioLo rivela il portale Openparlamento, che monitora i comportamenti dei parlamentari italiani.

«Con assenza – si legge nel portale – si intendono i casi di non partecipazione al voto: sia in cui il parlamentare è fisicamente assente (e non in missione) sia quello in cui è presente ma non vota. Purtroppo attualmente i sistemi di documentazione dei resoconti di Camera e Senato non consentono di distinguere un caso dall’altro. I regolamenti non prevedono la registrazione del motivo dell’assenza al voto del parlamentare. Non si può distinguere, pertanto, l’assenza ingiustificata da quella, ad esempio, per motivi di salute».

Posizione – Con 86 presenze su 100 Mario Sberna si colloca in una posizione medio/alta tra i deputati presenti in Aula al momento delle votazioni, al 257° posto tra i 630 eletti (la media di presenze è del 75,17%). Ma questo dato non rende giustizia alla verità.

Il giallo delle votazioni mancanti –  «All’inizio – confessa candidamente Mario Sberna – non avevo capito bene il meccanismo del voto: schiacciavo, ma non mantenevo il dito premuto come invece si doveva fare, finché la votazione non veniva chiusa dalla presidenza: quindi risultava che non avevo votato. L’ho capito dopo molti giorni (anche perché guardavo il tabellone, ma con tutti quei puntini rossi o verdi faticavo a capire quale fosse il mio).  Questo accadeva soprattutto quando le votazioni erano lunghe perché la presidenza aspettava che tutti avessero votato – anche coloro ai quali non funzionava il meccanismo, che ogni tanto si impalla –:  in quell’attesa, mollavo il dito convinto che la registrazione fosse effettuata, come se il pulsante fosse un interruttore normale.  Invece non è così: registra il voto se il dito non si muove fin quando il presidente non chiude la votazione.

In seguito, sull’esempio di Rosy Bindi, che toglieva la mano ma non perdeva il voto, ho attuato il suo escamotage e non ne ho più persi. L’escamotage? Alla mia domanda su come facesse, mi ha risposto che bastava una pallina di carta che premesse il bottone del sì, del no o dell’astensione. Si mette il dito per farsi riconoscere l’impronta e poi si inserisce la pallina di carta al posto giusto, mantenendo così premuto il pulsante senza rischiare di staccare il dito per stanchezza o per errore».

Cose che capitano ai principianti. «Durante alcune votazioni, poi, ho ricevuto telefonate di giornalisti incuriositi dalla mia storia e non ho votato. Infine sono stato assente da Montecitorio per tre settimane, nel periodo estivo, perché ho partecipato con mia moglie ad un master residenziale in Scienze del matrimonio presso l’Università Laternanense. Un master avviato prima della scelta di candidarmi e che si concluderà il prossimo anno. Ovviamente quelle assenze mi sono state detratte dallo stipendio».

Attività parlamentare – Mario Sberna è stato primo firmatario di 3 disegni di legge e di 3 interrogazioni a risposta scritta, di 5 ordini del giorno in assemblea e di 4 emendamenti. Cofirmatario di 17 disegni di legge, 14 mozioni, 4 interpellanze, 1 interrogazione a risposta orale e 1 a risposta scritta, 12 interrogazioni in commissione finanze, 1 risoluzione in commissione, 16 ordini del giorno in assemblea e 76 emendamenti.

Voti ribelli – Per 35 volte ha votato in maniera difforme dal suo gruppo parlamentare («ma in molti casi ho portato i miei sulle mie posizioni» dice Sberna).Tra i deputati ribelli si colloca al 17° posto su 630.Il primo in questa speciale classifica è l’onorevole Rudi Franco Marguerettaz, deputato cattolico dell’Unione Valdotaine (il partito della Valdaosta), confluito nel gruppo delle autonomie e che per 741 volte ha votato in maniera difforme dalla Lega, che del gruppo delle autonomie è il principale protagonista.

Argomenti – Tra gli argomenti maggiormente affrontati da Mario Sberna: famiglia, matrimonio, tasse e imposte, diritti umani, incentivi fiscali, reinserimento sociale dei detenuti, obiezione di coscienza.

 

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ASTENSIONE FACOLTATIVA DALLA MATERNITA’, NON PASSANO GLI EMENDAMENTI. SBERNA VOTA CON L’OPPOSIZIONE. INTANTO IL RAPPRESENTANTE DEL GOVERNO PROMETTE…

VOTAZIONE1La battaglia perché i periodi di astensione dal lavoro per maternità facoltativa tornino ad incidere sul calcolo della pensione, forse, non è ancora definitivamente persa.

Dopo la risposta data – in occasione del question time – dal ministro Enrico Giovannini ad una interrogazione di Mario Sberna, il deputato bresciano è tornato a proporre un emendamento, che non è passato al vaglio dell’Aula.

Ci hanno riprovato, poco più tardi, i colleghi della Lega e di Sel, riprendendo l’interrogazione di Sberna a Giovannini. «Di fronte a questo tentativo ho, ovviamente, dichiarato il voto favorevole, insieme ad altri». Questa scelta di votare su una mozione mossa dall’opposizione («non è certo la prima volta») ha creato un po’ di agitazione nella maggioranza. Sospensione di mezz’ora per trovare la quadra. «Al ritorno in Aula ho confermato il mio voto positivo sui subemendamenti dei componenti dell’opposizione, portandomi dietro moltissimi di Scelta Civica (al punto che il presidente di turno, Giacchetti, a microfono aperto a sua insaputa si è lasciato sfuggire: “Adesso il Governo va sotto”). Invece no, anche se per una manciata di voti. Comunque il rappresentante del governo ha detto che il tema dell’aspettativa facoltativa presa dalle lavoratrici madri e tolta dal computo dei contributi ai fini pensionistici resta di grande attenzione da parte del governo, che si impegna a risolverlo positivamente al più presto. Insomma, non ora ma tra non molto. Con la legge di sabilità? Lo spero proprio»

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SLOT MACHINE, PASSA UN EMENDAMENTO DEL GOVERNO AL DECRETO IMU: I GESTORI POTRANNO SALDARE I CONTI CON IL FISCO PAGANDO 600 MILIONI (DEI 2500 COMMINATI DALLA CORTE DEI CONTI). IL NO DI MARIO SBERNA

gioca-slot-machine1I concessionari di giochi che hanno un conto in sospeso con il Fisco, se pagheranno subito e in un’unica soluzione il 20% del danno quantificato nella sentenza di primo grado, potranno chiudere subito il proprio contenzioso davanti alla Corte dei Conti. Lo prevede un emendamento del governo al decreto Imu-Cig, subemendato da due emendamenti dei relatori che è stato approvato dall’Aula della Camera.

Secondo il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, la norma consente di trovare risorse necessarie per coprire parte dei costi del decreto.  Baretta ha anche  riferito che la proposta del governo sta riscuotendo una «larga adesione» tra i concessionari dei giochi, che in effetti stanno «cominciando a pagare».

La vicenda – Come si ricorderà, la Corte dei conti aveva inflitto una multa di 2,5 miliardi ai gestori del gioco d’azzardo in Italia, finiti tutti nel mirino della magistratura contabile perché tra il 2004 ed il 2006 si erano dimenticati di collegare le slot machine dei locali al sistema informatico della Sogei, la società di information and communication technology del ministero dell’Economia e delle Finanze.

I gestori avevano impugnato questa multa. Per chiudere rapidamente il contenzioso – e reperire denaro fresco necessario a coprire i mancati introiti dell’Imu – il governo aveva allora proposto una transazione, comunicando ai gestori la propria disponibilità ad accettare il 25% della multa comminata dalla Corte, ovvero circa 600 milioni di euro. Adesso questa ulteriore riduzione. Se tutti i gestori aderissero alla proposta, nelle casse dello Stato arriveranno 500 milioni di euro.

La posizione di Mario Sberna – «Con chi gestisce il gioco d’azzardo non si fanno accordi né condoni»: così il deputato Mario Sberna, che nei giorni scorsi aveva presentato in commissione finanze un emendamento a questo accordo. «Purtroppo l’emendamento non aveva superato l’esame della commissione». Ci hanno pensato i «colleghi di Lega, Sel e M5S, con un emendamento simile approdato in Aula perché presentava adeguate coperture. Ho dato voto favorevole a quell’emendamento, e come me hanno votato anche diversi colleghi di Scelta Civica. Inutile. La maggioranza ha approvato l’ulteriore riduzione. Battaglia persa. Ma almeno la consolazione di aver votato, come sempre, secondo coscienza».

Chiosa Mario Sberna: «Questa immagine di uno Stato biscazziere proprio non mi va giù. Rivela, tra l’altro, la scarsa lungimiranza di un Paese che dovrà sopportare i costi sociali sempre più elevati per la cura dell’azzardo patologico. Un fenomeno che già oggi impegna molto i Sert di tutta Italia».

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IMU, I COMUNI POTRANNO ESENTARE LE CASE DATE IN COMODATO GRATUITO AI FIGLI. L’AULA APPROVA L’EMENDAMENTO DI MARIO SBERNA

IMU-3I Comuni potranno esentare dal pagamento della seconda rata dell’Imu le case date in comodato gratuito dai proprietari ai figli: lo prevede un emendamento al decreto legge sull’Imu, approvato dall’Aula della Camera e passato con il «sì» della Commissione e il parere contrario del governo.

Nell’emendamento presentato dalle commissioni, approvato con 342 sì, 2 no (i leghisti Giorgetti e Pini) e 93 astenuti (i deputati del M5S) è prevista che questa agevolazione possa essere data su una sola casa. E determina anche che «ciascun comune definisce i criteri e le modalità per l’applicazione dell’agevolazione» compreso il limite dell’Isee.

La copertura delle mancate entrate di 18,5 milioni di euro è stata individuata sulla base di una interrogazione in commissione finanze che era stata presentata un mese fa dai rappresentanti di Scelta Civica, Mario Sberna, Giulio Cesare Sottanelli ed Enrico Zanetti  : deriverà dal taglio lineare delle dotazioni finanziarie messe a disposizione dei ministeri (eccezion fatta per scuola, università e ricerca).

Commenta Mario Sberna: «L’emendamento, seppur recante alcune mediazioni al ribasso resesi necessarie per la sua approvazione, costituisce il coronamento di una proposta portata avanti sin dallo scorso maggio 2013 nel decreto con il quale fu disposta la sospensione della prima rata dell’Imu».

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MUTUI PRIMA CASA E TARES, BUONE NUOVE PER LE FAMIGLIE NUMEROSE. LA SODDISFAZIONE DI MARIO SBERNA

cassa-deposti-e-prestitiIl Parlamento tende una mano alle famiglie numerose, ritoccando il decreto legge sull’Imu.

La Camera ha approvato ieri tre emendamenti a firma di Mario Sberna.

«D’ora in poi – commenta il deputato di Scelta Civica  –  le  famiglie numerose e giovani coppie avranno un accesso prioritario alla Cassa depositi e prestiti, se vorranno acquistare l’abitazione principale o ristrutturare quella che hanno già».

Un altro emendamento di Mario Sberna, entrato anch’esso nel testo e che è stato approvato, impone ai comuni l’applicazione della Tares in funzione anche della capacità contributiva della famiglia: «non è infatti la stessa cosa vivere in una famiglia di cinque persone con un reddito di 20mila euro l’anno – porta un esempio Mario Sberna e vivere in cinque con centomila euro l’anno.

Approvato infine, quasi all’unanimità (con appena quattro voti contrari) l’emendamento destina il Fondo di solidarietà per i mutui prima casa in particolare alle famiglie numerose, con dotazione incrementata di 20 milioni per il 2014 ed il 2015. «Ho fatto il mio breve intervento in Aula, chiedendo a tutti di votarlo, in particolare a M5S, a Lega, Sel (cioè le opposizioni): addirittura alcuni colleghi di altri partiti, nel prendere la parola a favore della mia richiesta di unanimità, hanno contestualmente sottoscritto l’emendamento».

Soddisfatto il deputato bresciano: «Giusto così. Le famiglie numerose più di ogni altro stanno pagando la crisi economica».

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BAGARRE IN AULA MARIO SBERNA, IL DEPUTATO «FRANCESCANO» OFFESO DALLE ACCUSE DEI 5 STELLE: «HO INSEGNATO AI MIEI FIGLI A NON TOCCARE NEMMENO UNO SPILLO CHE NON SIA LORO»

FIUGGI_2009_8[1]«Non ci ho visto più». Il deputato bresciano di Scelta Civica Mario Sberna, questa mattina in Aula, ha alzato uno dei sandali che calzava, agitandolo verso i colleghi di 5 Stelle, evidentemente offeso per la frase appena pronunciata da Riccardo Fraccaro. «Probabilmente se era vicino a me glielo infilavo in bocca. Perché buono sì, ma quando è troppo è troppo…».

Ricostruisce la vicenda Mario Sberna: «il relatore di 5 stelle, appena iniziato il discorso e senza alcuna ragione apparente (quindi senza polemiche precedenti o insulti o altro che potrebbero scusare il linguaggio, ma anzi leggendo un testo evidentemente preparato prima) ha affermato, rivolgendosi con lo sguardo a noi di Scelta Civica e del Pd: “continueremo a chiamarvi ladri”. Non ci ho più visto: ieri, da altro relatore dei 5 Stelle, ho dovuto ascoltare un vero e proprio elogio dell’egoismo di Stato (ha affermato con non dovevamo e non dobbiamo aiutare altri Stati, si arringino, abbiamo già i nostri problemi, concetto ripetuto oggi su altro argomento da Grillo e Casaleggio, peraltro); ora questa offesa che reputo gravissima: ho insegnato ai miei figli a non toccare nemmeno uno spillo che non sia loro , nella mia vita l’ho sempre fatto ed ora un ragazzino qualunque, baciato dalla sorte o da poche decine di click, accusa di furto centinaia di parlamentari, con arroganza e cattiveria incredibili. Allora, nella confusione generale, m’è venuto il gesto di togliermi il sandalo e agitarlo. Probabilmente se era vicino a me glielo avrei infilato in bocca. Perché buono sì, ma quando è troppo è troppo».

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IL CASO DEI LAVORATORI PRECOCI/ IL MINISTRO GIOVANNINI: «GIUSTO PRESTARE PARTICOLARE ATTENZIONE PER CHI HA SCELTO DI ASTENERSI DAL LAVORO PER UN’ATTIVITA’ DALL’ALTO VALORE SOCIALE»

giovanniniMario Sberna è soddisfatto a metà della risposta data dal ministro del lavoro Enrico Giovannini alla interrogazione che il deputato bresciano gli aveva rivolto sul pasticcio normativo che avrebbe convinto molti lavoratori precoci a rimandare la richiesta di pensione, per non venire penalizzati. Il fatto è piuttosto noto: «Da sempre – spiega Mario Sberna   – i lavoratori precoci possono andare in pensione anticipata. Oggi molti di loro non lo fanno perché, se non hanno compiuto almeno 62 anni, rischiano di percepire una pensione ridotta rispetto alle aspettative (decurtata dell’1% se hanno 61 anni, del 2% se intendono andare in pensione a 60 anni, del 4% a 59, del 6% a 58, dell’8% a 57, del 10% a 56 anni). Per la verità una legge dello scorso anno istituiva una deroga alla riforma Fornero, stabilendo che chi avrebbe maturato il requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017, avrebbe potuto farlo senza penalizzazioni. La deroga prevede però che nel conteggio dei contributi debbano essere contemplati  solo gli anni in cui il lavoratore precoce ha effettivamente lavorato. Nel computo sono inclusi l’astensione obbligatoria per maternità, per l’assolvimento degli obblighi di leva, per infortunio, per malattia e per cassa integrazione ordinaria. Ma sono esclusi: l ‘astensione facoltativa per maternità, i periodi di mobilità, di cassa integrazione straordinaria o in deroga, di disoccupazione, i permessi ottenuti in ottemperanza alla legge n. 104 del 1992,  le giornate di sciopero, i distacchi sindacali, le aspettative senza assegni a qualsiasi titolo».

Nel question time di oggi il ministro Enrico Giovannini si è detto consapevole che sarebbe giusto prestare particolare attenzione verso chi, astenendosi dal lavoro per qualche giorno o un periodo più prolungato, lo ha fatto – questo il senso dell’intervento – dando priorità ai figli o a un parente disabile o perché doveva donare il sangue. Verso soluzione due dei casi citati da Sberna: la prima commissione del Senato ha approvato un emendamento per includere nelle prestazioni di lavoro anche le giornate di donazione di sangue. «Ieri – ha osservato Giovannini – ho dato parere favorevole alla Camera ad un altro emendamento, per estenderlo alle persone che si sono prese cura di disabili gravi».

Restano fuori, però, tutti gli altri casi. Uno, in particolare, è particolarmente caro a Mario Sberna: con la deroga alla riforma Fornero, infatti, restano fuori dal conteggio dei contributi utili alla pensione i mesi di maternità facoltativa chiesti da una madre lavoratrice. Di una vera e propria «discriminazione nei confronti delle madri» aveva parlato questa mattina Emanuela Spitaleri, consigliere nazionale dell’associazione nazionale Famiglie numerose, che intende segnalare il caso al viceministro del lavoro e delle politiche sociali Maria Cecilia Guerra. Emanuela, madre di sei figli, dopo la nascita di ogni bebé ha usufruito anche dei mesi di astensione facoltativa della maternità. Di più: «ho scelto il part time, per garantire ai miei bambini educazione, assistenza e cura, senza pesare sullo Stato (asili nido, tempi prolungati a scuola). Questo è il riconoscimento?».

Mario Sberna ha promesso al ministro: «torneremo sull’argomento. Fiducioso di trovare un governo sensibile a questa istanza».

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CARCERI: MARIO SBERNA FAVOREVOLE ALL’AMNISTIA ED INDULTO

FOTO REPERTORIO DI CARCERI PER VOTO SU INDULTO«È un dovere urgente fare cessare il sovraffollamento carcerario»: così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano consegnato ai presidenti di Camera e Senato. Per lui sono «necessari immediati rimedi straordinari», tra cui «depenalizzazione e domiciliari», ma non è escluso che si debbano «valutare» anche «amnistia e indulto».

Il deputato di Scelta Civica Mario Sberna si dice favorevole alla proposta di Napolitano: «La situazione è drammatica, parliamo di persone, donne, giovani, che avranno anche commesso dei reati ma che non meritano le condizioni delle carceri oggi, che non possono rimanere in quello stato».