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GIOCO D’AZZARDO E USO DI DROGHE: LEGAMI PERICOLOSI

JackpotCalano i consumi di sostanze stupefacenti in Italia, ma più stretto è il legame tra gioco d’azzardo patologico, soprattutto tra gli adolescenti, e l’uso di cannabis e droghe sintetiche. È quanto emerge dalla relazione 2013 al Parlamento presentata dal Dipartimento politiche antidroga (Dpa) della Presidenza del Consiglio dei ministri. L’analisi dell’andamento dei consumatori negli ultimi 12 mesi è riferita alla popolazione generale 15-64 anni e conferma la tendenza alla diminuzione dei consumatori di eroina, cocaina, allucinogeni, stimolanti e cannabis. “Per le sostanze stupefacenti c’è un trend in contrazione – ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del Dpa -, ma con degli spunti di variazione che riguardano soprattutto le fasce giovanili per droghe quali la cannabis. Tali variazioni devono farci riflettere sulla necessità di adottare nuove forme di prevenzione più precoce e più selettiva per ogni dipendenza, incluso il gioco d’azzardo patologico”. A questo proposito, denuncia Serpelloni, «preoccupa il calo degli investimenti eseguiti dalle Regioni registrato nel settore dei progetti di prevenzione». Preoccupazione espressa anche da Mario Sberna, cofondatore di un gruppo interparlamentare che dovrebbe occuparsi di studiare iniziative di contrasto al dilagare della ludopatia.

Il 95% della popolazione non si droga. I dati evidenziano che il 95,04 % della popolazione non ha assunto alcuna sostanza stupefacente negli ultimi 12 mesi. La cocaina segna una costante e continua contrazione della prevalenza di consumatori sino al 2012, stabilizzandosi nel 2013. Per l’eroina si osserva un costante e continuo calo del consumo dal 2004, pur rimanendo a livelli inferiori al 2% degli studenti intervistati. Negli ultimi anni il fenomeno si è stabilizzato. I consumatori di sostanze stimolanti, invece, seguono l’andamento della cocaina fino al 2011, ma negli ultimi due anni si osserva una lieve tendenza alla ripresa dei consumi soprattutto nel nord. In leggero aumento anche il consumo di allucinogeni.

Aumenta consumo di cannabis tra studenti. Una indagine sulla popolazione studentesca (su un campione di 34.385 soggetti di età compresa tra i 15-19 anni) ha rilevato queste percentuali di consumo: cannabis 21.43%, (19,4% nel 2012), cocaina 2,01% (1,86% nel 2012), eroina 0,33% (0,32% nel 2012), stimolanti metamfetamine e/o ecstasy 1,33% (1,12% nel 2012) e allucinogeni 2,08% (1,72% nel 2012). Vi è quindi un incremento di 2,29 punti percentuale del consumo di cannabis rispetto al 2012. Numerosissimi sono anche i siti internet dedicati alla cannabis: circa 800 mila (erano 200 mila nel 2008).

250 nuove droghe sintetiche. In espansione è invece il mercato (gestito via internet) delle nuove droghe sintetiche, sotto controllo attraverso il Sistema nazionale di allerta precoce del Dpa che ha identificato oltre 250 nuove molecole in entrata sul territorio italiano ed europeo come i cannabinoidi sintetici, catinoni, fenetilamine, piperazine e metossietamine. Droghe rese illecite e di conseguenza sequestrabili.

Meno tossicodipendenti, età media dei “nuovi” 34 anni. Diminuisce leggermente il numero di soggetti tossicodipendenti con bisogno di trattamento: circa 438.500 mila (476.800 nel 2011). Di questi 277.748 non risultano essere in trattamento presso i servizi di assistenza. Le Regioni con maggior bisogno di trattamento per oppiacei sono: Liguria, Basilicata, Sardegna, Molise e Toscana. L’età media dei nuovi utenti è di circa 34 anni, con un arrivo sempre più tardivo rispetto agli anni precedenti.

Tossicodipendenti in carcere. L’indagine mette in evidenza anche il problema dei tossicodipendenti in carcere, consigliando di “utilizzare maggiormente le misure alternative al regime carcerario”. Secondo il flusso dei dati del Ministero della Giustizia-DAP, nel 2012 gli ingressi in carcere di soggetti con problemi socio-sanitari correlati alla droga hanno subito una riduzione passando da 22.413 a 18.285 (-18, 4%).Il 34,5 % dei soggetti entrati in carcere nel 2012 per reati in violazione alla normativa per gli stupefacenti sono usciti in libertà nel corso dell’anno.

Adolescenti e gioco d’azzardo. Preoccupante è invece il legame tra gioco d’azzardo e droghe tra gli adolescenti. Il 35,2% degli studenti che gioca ogni giorno o quasi, fa anche uso di sostanze stupefacenti. “Si stima che nell’anno 2013 circa 1.250.000 studenti delle scuole superiori abbiano partecipato ad almeno un gioco d’azzardo – rileva l’indagine -. Maggiore è lo stadio del gioco d’azzardo, maggiore è il consumo di droghe”. Tra i giochi più diffusi tra gli adolescenti: Lotterie istantanee, Gratta e Vinci, Win for life, Lotto e Superenalotto.

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IMU, LA PROPOSTA DI SCELTA CIVICA. MARIO SBERNA: AUMENTO DETRAZIONI PER FAMIGLIE CON FIGLI A CARICO

IMUI partiti della maggioranza sono chiamati a portare al governo – e in particolare al ministro Saccomanni – una loro proposta sull’Imu.

Un tema, come si saprà, che appare particolarmente caro al Pdl: il partito di Berlusconi, infatti, ha fatto dell’abolizione dell’Imu il cavallo di battaglia della sua campagna elettorale.  Scelta Civica ha un’idea diversa: «Se deve esserci un taglio delle imposte la priorità deve andare alla riduzione della pressione fiscale sul lavoro e sulle imprese. Poi viene il resto» dice Enrico Zanetti, responsabile della politica fiscale per Scelta Civica.

La piattaforma intorno a cui la compagine guidata da Mario Monti vorrebbe discutere con gli alleati di governo è piuttosto articolata e tiene in maggior considerazione la componente del nucleo familiare.

Ricostruisce la proposta Mario Sberna, che ha studiato a lungo il pacchetto di proposte da presentare: «secondo noi dovremmo prevedere un aumento della detrazione fissa sulla prima casa dagli attuali 200 a 400 euro e di quella per i figli a carico da 50 a 100 euro ciascuno. Una famiglia con due figli avrebbe uno sgravio di 600 euro contro i 300 dell’attuale regime. Una con tre figli 700 (anziché 350) una con quattro figli 800 euro (anziché 400).

Tornerebbero inoltre ad essere considerate prime case gli immobili concessi in comodato gratuito ai figli, quelli degli anziani nelle case di cura, quelli dei residenti all’estero.

La manovra costerebbe 2,2 miliardi, ed escluderebbe totalmente dall’Imu  il 55% delle famiglie, percentuale che salirebbe al 75% nel caso di coppie con due figli.

E per il 2014 Scelta Civica vorrebbe la riduzione dell’Imu sulle case date in locazione, recuperando la copertura dalla cancellazione della cedolare secca sugli affitti.

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NUOVO ISEE ENTR A IN COMMISSIONE FINANZE. MARIO SBERNA: «ECCO TUTTI I PUNTI CRITICI»

isee2012Entra in commissione finanze nelle prossime ore – lavori parlamentari permettendo – il decreto del presidente del consiglio dei ministri con cui si intendono adottare nuovi criteri per il calcolo dell’Isee. Un testo che non piace (almeno non abbastanza) al deputato bresciano di Scelta Civica Mario Sberna. Per diversi motivi.

Più peso ai patrimoni – Una cosa balza subito agli occhi di Mario Sberna: «Oggi  la somma dei patrimoni mobiliare e immobiliare – diminuita della franchigia di 50 milioni (70 se si abita in casa di proprietà – concorre alla determinazione dell’Ise fino ad un massimo del 20%. Nel nuovo Isee, la disponibilità economica di una famiglia  scaturisce dalla somma dei 2/3 (ovvero del 66%) del valore catastale della casa di abitazione con il 100% del patrimonio mobiliare, diminuito di una franchigia massima di diecimila euro. Una differenza notevolissima, che non saprei quantificare».

Dentro i redditi «esenti» – «A differenza che in passato, nel nuovo Isee dovranno essere conteggiati tra i redditi anche gli assegni familiari, l’assegno al terzo figlio, l’assegno di maternità, le borse di studio, insomma tutto quello che gli enti pubblici versano alle famiglie più in difficoltà. Il rischio è che, contemplando queste somme, l’Isee si alzi e una famiglia che oggi ha ricevuto un sostegno pubblico,  l’anno successivo non ne abbia più diritto, pur continuando a vivere in una situazione di disagio. Grottesco».

Detrazioni «tetto» fino a tre figli – «Nel caso in cui il nucleo familiare risieda in abitazione di proprietà, il Dpdcm prevede una «franchigia pari a 5000 euro, accresciuta di 500 euro per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 7000 euro».  Ciò significa che il legislatore intende conteggiare solo i primi tre figli: trovo tutto questo incostituzionale e anche sciocco. Perché mettere un tetto al numero dei figli? È come dire: avete esagerato, niente merendina!».

Ulteriori detrazioni – «Recita il comma 6 dell’articolo 5: Dal valore del patrimonio immobiliare (…) si detrae (..) una franchigia pari a 6mila euro, accresciuta di 2mila euro per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10mila euro. Ciò significa che si può conteggiare solo il primo figlio. E perché?».

Scala di equivalenza – «Non si capisce perché è rimasta la vecchia scala di equivalenza (i correttivi si trovano nella parte successiva del testo). No, la scala di equivalenza deve essere cambiata rispondendo a criteri oggettivi. Ci sono studi dell’Istat, del Forum delle associazioni familiari, dell’Associazione nazionale famiglie numerose: si prendano quelli a modello».

Ancora: «perché il vecchio come il nuovo Isee prende in considerazione solo i figli minorenni a carico? Tutti sanno che sono i figli maggiorenni a carico a costare di più».

Favor separationis – L’articolo 4 comma 3 del nuovo Isee prevede che, in caso di una coppia  separata, l’ex coniuge possa sottrarre dall’ammontare del reddito tutto quanto corrisposto all’ex partner e ai figli che convivono con lei. «Una bella discriminazione, perché a fronte di questo favor separationis,  per il mantenimento di coniuge e dei figli nella famiglia unita, ci sono le franchigie e le scale di equivalenza che sappiamo. Insomma, questo comma suona come un bell’invito alla separazione, con tutto il rispetto per coloro che si separano con tante sofferenze e anche con disagi economici che pure riconosciamo».

Una clausola di salvaguardia? – Mario Sberna conclude il suo ragionamento con una proposta semiseria: «inserire una clausola di salvaguardia per cui il nucleo familiare può optare per il vecchio Isee…»

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SCAMBIO POLITICO ELETTORALE MAFIOSO: L’INTERGRUPPO RIPARTE IL FUTURO RICEVUTO DAL PRESIDENTE DEL SENATO PIETRO GRASSO

pietro-grassoGrazie ai 26.000 italiani che hanno firmato in pochi giorni l’appello, il presidente del Senato Pietro Grasso è intervenuto accelerando l’iter di riforma del 416 ter sullo scambio elettorale politico mafioso, già approvato all’unanimità dalla Camera. Innanzitutto ha attribuito alla Commissione giustizia del Senato poteri deliberanti e poi ha dato avvio immediato all’iter di riforma.

Una delegazione di Riparte il futuro è stata convocata a Palazzo Madama, assieme alla rappresentanza dell’intergruppo dei braccielatti bianchi, con l’obiettivo di procedere con la calendarizzazione e ottenere una legge, che risponda alle istanze della campagna promossa da Libera e Gruppo Abele, entro l’estate. Alla riunione erano presenti vari esponenti di quasi tutte le forze politiche, aderenti all’integruppo: insieme a Mario Sberna (Scelta Civica), anche Rosa Villecco Calipari (Pd), Claudio Fava (Sel), Rosanna Scopelliti (Pdl), Sergio Puglia (M5s).

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OMOFOBIA/ MARIO SBERNA: «E SE AD ESSERE DISCRIMINATE FOSSERO LE FAMIGLIE?»

famiglia p 2«Quanti sono gli omosessuali in Italia? Secondo alcune associazioni che dicono di rappresentarli, è omosessuale persino un cittadino su dieci. Un dato che considero eccessivo, ma che per una volta voglio prendere per buono. Reclamano tutti diritti, si sentono tutti discriminati?» Così il deputato bresciano di Scelta Civica Mario Sberna.

Dice Mario Sberna: «In Italia, è vero, non esiste una legge che riconosca l’ufficialità di una relazione affettiva tra persone – non parenti – dello stesso sesso. Però alcuni enti locali hanno provato a superare la normativa nazionale, approvando l’istituzione di un registro delle unioni civili.

Pisa è stato il primo comune a dotarsi di questo strumento nel 1997 su pressione dell’Arcigay. Un flop totale. In quindici anni al registro si sono iscritte una cinquantina di coppie, quelle omosessuali si contano con le dita di una mano. Le prime coppie iscritte si sono già separate, alcune si sono cancellate dal registro, altre no. Altrove non è andata meglio.

Posso sbagliarmi, ma tutto questo tam tam sui diritti degli omosessuali è montata dall’ideologia. Quando si spengono i riflettori dei media su questa o quella battaglia promossa dalla lobby omosessuale, ci si accorge che è una minoranza della minoranza a percepirli come indispensabili. Conosco diversi omosessuali: coabitano, si danno una mano in casa, si vogliono bene. Si sentono coppia. Bene. Si sentono discriminati? Mi pare di no.

La loro carriera nelle aziende in cui si sono conosciuti non ha trovato ostacoli. Al contrario, diverse donne con contratto a tempo determinato e promessa di un full-time, sono state gentilmente accompagnate alla porta appena hanno comunicato al loro datore di lavoro di aspettare un bambino. Ci sono mille modi per mettere la donna di fronte ad una scelta: o lavoro o casa.  Dimissioni in bianco firmate prima dell’assunzione, contratti non rinnovati, allontanamento dalla sede del lavoro più vicina a casa… problemi di questo tipo non mi sembra appartengano ad un omosessuale o a un single in genere, che, almeno in linea di principio, può spendere tutto sé stesso per il lavoro.

Ciascuno degli omosessuali che coabitano e che io conosco,  fa un 730 ed un Isee. Per usufruire di eventuali servizi pubblici il  ‘reddito’ di ciascuno dei due viene diviso per un coefficiente pari ad 1, mentre se venissero dichiarati nucleo familiare il loro reddito dovrebbe prima essere sommato e poi diviso per 1,57.

Io ritengo che un bambino abbia diritto ad avere un padre ed una madre. Ma voglio, per un istante, immaginare un omosessuale che abbia fiscalmente a carico un figlio. Se la normativa equiparasse l’omosessuale all’etero, gli assegni familiari riconosciuti ad un single (nel caso delle coppie etero ad un ragazzo-padre o a una ragazza-madre) sarebbero maggiori rispetto a quelli riconosciuti alla coppia, per la quale occorrerebbe sommare i redditi. L’Isee del nucleo familiare sarebbe più basso, dovendo tener conto del reddito di un solo padre e di una sola madre. E dunque l’accesso ai servizi agevolato. Anche per l’accesso al nido i comuni prevedono l’assegnazione di punteggi più alti per ragazzi/padri – ragazze/madri.

E se la coppia omosessuale si separasse?  Sarebbe una ferita mi dicono quegli omosessuali che conosco. Ma nessuno dei due avrebbe l’obbligo di riconoscere all’altro un assegno di mantenimento.

E l’eredità? Gli omosessuali che conosco io hanno già deciso: si sono recate da un amico notaio e hanno fatto testamento. Il diritto privato offre tante opportunità.

Io sono un convinto promoter dell’istituto del matrimonio. Ma sono un romanticone. La mia amica Ada, commercialista, da tempo mi dice: “guarda, esser sposato non conviene più, meglio separarsi e vivere come coppia di fatto”. Con mia moglie Egle resisto: si tratta di un sacramento per noi, che non vogliamo svendere a mammona. Ma capisco quelle giovani generazioni che, fragili, questo ragionamento l’hanno già fatto, preferendo la convivenza al matrimonio concordatario, in chiesa o in comune, perché a suon di andar dietro alle “eccezioni’ lo Stato ha finito per dimenticarsi degli impegni che si erano presi i padri costituenti parlando della famiglia nella Costituzione.

Noto, al contrario, come, a fronte di una riduzione progressiva di matrimoni di coppie etero, la lobby omosessuale sia riuscita a far passare il matrimonio tra persone dello stesso sesso come un’esigenza sentita da tutti gli omosessuali. Insomma, questo istituto – lo dico col sorriso – pare attiri solo gli omosex.

Noto anche un’altra cosa: se un maschio e una femmina si abbandonano ad effusioni in un luogo pubblico, essi vengono allontanati (è capitato a me ed Egle: ci stavamo baciando per strada, bacio casto tra moglie e marito, e siamo stati redarguiti da un vigile) e nessuno ne parla più. Se invece il vigile urbano redarguisce una coppia omosessuale per lo stesso motivo, quella stessa sera in quella piazza ci sarà  una manifestazione promossa dall’Arcigay, una richiesta di sospensione dal servizio per il vigile e una interrogazione parlamentare al Presidente del Consiglio.

Questo, sì, mi dà fastidio.

Nei giorni scorsi ho rivisto i risultati di un sondaggio on-line promosso, tra gli associati, dalle Famiglie numerose italiane. Alla domanda: siete mai stati vittime di discriminazioni, soprusi, insulti e minacce per il fatto di essere famiglia numerosa? Quasi il 28% delle famiglie hanno risposto «sì, spesso», mentre il 23,51% hanno risposto «sì, è capitato una volta». Butto là una provocazione: non è che i veri discriminati siano altri?»

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OMOFOBIA/ I TESTI DEI CINQUE EMENDAMENTI SU CUI MARIO SBERNA DARA’ BATTAGLIA

Il deputato Mario Sberna è cofirmatario, insieme ai colleghi Gitti, Gigli, Binetti, Marazziti, Buttiglione, Dambruso, Piepoli, Librandi e Santerini, di una serie di emendamenti da presentare al ddl contro l’omofobia che in questi giorni approda in Aula.

Ecco i testi degli emendamenti.

Le disposizioni in materia di orientamento sessuale previste ai commi precedenti non si applicano nel caso in cui le idee sulle persone oggetto di tutela da parte della presente legge siano diffuse limitatamente all’ambito educativo, didattico, accademico, scientifico, letterario, teologico, catechistico, purché non incitino alla discriminazione, all’odio o alla violenza.
0. 1. 500. 957. Gitti, Gigli, Binetti, Marazziti, Sberna, Buttiglione, Dambruoso, Piepoli, Librandi, Santerini.

Inserire il seguente comma:
4. Ai sensi della presente legge, non si considerano atti di discriminazione o di incitamento alla discriminazione quelli relativi al diritto di famiglia e all’organizzazione interna delle istituzioni religiose.
0. 1. 500. 958. Gitti, Gigli, Binetti, Marazziti, Sberna, Buttiglione, Dambruoso, Piepoli, Librandi, Santerini.

Inserire il seguente comma:
4. È libera e non punibile l’espressione o l’opinione che non determini incitamento a commettere atti di discriminazione, di violenza o di provocazione alla violenza per motivi religiosi, culturali o relativi all’identità sessuale. Non è considerato atto di discriminazione la mera espressione od opinione che riguardi la religione o l’identità sessuale.
0. 1. 500. 959. Gitti, Marazziti, Binetti, Gigli, Sberna, Buttiglione, Dambruoso, Piepoli, Librandi, Santerini.

Inserire il seguente comma:
4. Non è considerata discriminazione il tener conto dell’identità sessuale e della differenza sessuale, quando non contrasti i diritti umani e le leggi vigenti.
0. 1. 500. 960. Gitti, Gigli, Binetti, Marazziti, Sberna, Buttiglione, Dambruoso, Piepoli, Librandi, Santerini.

Al comma 1, inserire in fine il seguente periodo: La propaganda di idee intesa a sostenere il matrimonio eterosessuale è esclusa dalla applicazione di quanto disposto dalle lettere a) e b).
0. 1. 500. 961. Gitti, Gigli, Binetti, Marazziti, Sberna, Buttiglione, Dambruoso, Piepoli, Librandi, Santerini

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OMOFOBIA/ MARIO SBERNA: «E IL DIRITTO AD ESPRIMERE UNA MIA OPINIONE SUL MATRIMONIO OMOSESSUALE?»

«Se si ferma una persona in strada e le si chiede cosa ne pensa della teoria del gender, non saprebbe cosa rispondere. Se invece le si chiede cosa fa il governo Letta per rimettere in piedi l’economia ed il lavoro, sarebbe certamario sberna ddlmente in grado di fornire la propria opinione». Basta questo, secondo il deputato bresciano Mario Sberna, per capire che «le emergenze nel paese sono altre da quelle che vorrebbero indicare alcuni parlamentari». La loro «gran fretta di arrivare ad una legge non ha giustificazione». Oltretutto: «quando si ha fretta, si fanno le cose male».

Di una legge c’è proprio bisogno?

«Ma di una legge c’è proprio bisogno?» si chiede Mario Sberna. «Me lo sono chiesto in questi giorni, in cui assisto ad un martellamento mediatico su questo tema. Mi sono consultato con alcuni amici giuristi. Mi han risposto: già la legge tutela i deboli da soprusi, violenze etc.. Con il pensiero vado ai gruppi nazifascisti, folli che – di tanto in tanto lo vedo scritto sui giornali – menano omosessuali. Persone da punire: tutti meritano rispetto, dunque anche gli omosessuali».

Il testo

Il nocciolo della proposta si basa sulla legge Mancino, approvata nel 1993, che punisce gli atti di discrimazione contro l’origine etnica, la nazionalità e la religione di un individuo. Con la nuova proposta la legge Mancino viene estesa anche a chi incita o compie atti di discriminazione verso l’orientamento sessuale e l’identità di genere. Tra le pene previste, c’è il carcere.

Ricostruisce Mario Sberna: «Mi dicono gli amici giuristi: “Sappiamo quanto è vasta la discrezionalità dei giudici e questa legge, così come è scritta, si presta a poter essere applicata anche contro chi esprime un’opinione contraria al matrimonio omosessuale”».

La mia opinione

«E qui tornano in ballo la mia coscienza, la mia formazione, i miei convincimenti. Il termine matrimonio nasce dall’unione di due parole latine, mater, madre, genitrice e munus, compito, dovere; il matrimonium era nel diritto romano un «compito della madre», intendendosi il matrimonio come un legame che rendeva legittimi i figli nati dall’unione. Analogamente la parola patrimonium indicava il “compito del padre” di provvedere al sostentamento della famiglia. Dunque il termine matrimonio, a mio avviso, è utilizzabile solo nel caso dell’unione di un uomo e una donna, perché potenzialmente proteso verso la continuazione della specie umana. Un legame tra due persone omosessuali è altro dal matrimonio».

Dunque? «io voglio esser libero di poter esprimere, pacificamente, anche in futuro, queste mie opinioni. Ecco perché quel testo di legge che mi si presenta di fronte agli occhi non mi piace. Nemmeno un po’».

Si vedono già scintille all’interno dei gruppi… e se una moratoria su questo tema non arrivasse? «Beh, sarei pronto a discutere di questi temi con i miei colleghi per ore, giorni, settimane. Intanto, ho presentato cinque subemendamenti al disegno di legge».

Intanto, per scoprire lo Sberna-pensiero, seguiteci su questo blog.

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DDL SU REATO DI OMOFOBIA. MARIO SBERNA: «TEMA DIVISIVO. MEGLIO MORATORIA»

camerLa commissione Giustizia della Camera ha approvato lunedì sera – con i voti di Pd, Pdl e Sel – il disegno di legge che introduce il reato di omofobia. M5S e Scelta Civica si sono astenuti e la Lega ha votato contro. Da venerdì il disegno di legge sarà in Aula.

Molto perplesso il deputato di Scelta Civica Mario Sberna, che condivide la posizione di quanti, specie nel Pdl, chiedono una moratoria su questo ed altri temi: «L’Italia – commenta Sberna – non ha bisogno di dividersi su questioni spinose, ma di unirsi per agganciare la ripresa, far crescere l’occupazione, sostenere le famiglie. Il Governo Letta  deve poter lavorare con tranquillità, evitando imboscate sul tema ambiguo e marginale dell’omofobia».

Sberna teme che «dietro il giusto rifiuto della discriminazione omofobica, si cela il reato di opinione per quanti non accettano l’ideologia del gender, cavallo di Troia per lo scardinamento della famiglia, che la Costituzione vuole fondata sul matrimonio tra uomo e donna».

Anche Scelta Civica rischia di dividersi su questi temi? «Sarebbe meglio che Benedetto Della Vedova evitasse di intervenire come portavoce del Partito, visto che su queste questioni siamo in molti a non sentirci rappresentati dalle sue posizioni di orientamento radicale che hanno valore solo personale» conclude Mario Sberna.

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DOPO GOVERNO, ANCHE PARLAMENTO TAGLI INDENNITA’ DI CARICA. MARIO SBERNA FIRMATARIO DELLA PROPOSTA DI LEGGE PRESENTATA DA ROBERTO CAPPELLI

Abolire le indenPARLAMENTO2nità aggiuntive dei parlamentari componenti degli uffici di presidenza di Camera e Senato, dei presidenti e vice delle commissioni permanenti, delle commissioni bicamerali e d’inchiesta, e per i presidenti e vice dei gruppi parlamentari. E introdurre un tetto massimo del 10% in più di indennità rispetto all’indennità di base per i presidenti di Camera e Senato. È questo il senso della proposta di legge presentata da Roberto Capelli, deputato del Centro Democratico, alla Camera. Una proposta firmata anche dal deputato di Scelta Civica Mario Sberna.

«Dopo che il governo Letta ha stabilito il divieto di cumulo dello stipendio con l’indennità parlamentare per i ministri, i viceministri e i sottosegretari, anche le Camere dovrebbero assumere un’analoga iniziativa».

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FRANCESCO BELLETTI (FORUM ASSOCIAZIONI FAMILIARI): «BASTA CON LO STATO BISCAZZIERE»

francesco-bellettiQuello del gioco d’azzardo è ormai un vero dramma sociale reso ancor più odioso dal fatto che lo Stato si riempe le tasche con i proventi di questo commercio». È il commento del presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, Francesco Belletti. «Se solo nei primi dieci mesi di quest’anno le entrate tributarie da lotto, lotterie e slot hanno superato i 10 miliardi di euro si capisce come lo Stato non voglia rinunciare ad una vera e propria miniera d’oro, pronto anche a qualunque compromesso per aumentare il “bottino” a colpi di agevolazioni fiscali per lo start up delle nuova sale da gioco o di tassazione simbolica (inferiore a quella dei beni di prima necessità come il pane) per i giochi on line.
«Ma la questione non è solo di equità fiscale. È necessario porre un argine ad un fenomeno che in dieci anni ha coinvolto il 700% delle persone in più, portando a 700mila i soli giocatori compulsivi. E per ognuno di loro ci sono almeno sei familliari che soffrono economicamente o psicologicamente per questa patologia, riconosciuta ormai come una dipendenza. È un popolo che pesa sulla società con costi umani ed economici incalcolabili. «Per fortuna è partita la ribellione delle coscienze contro lo Stato biscazziere». Nei giorni scorsi il deputato Mario Sberna, insieme ad altri colleghi, aveva dato vita ad un intergruppo parlamentare che si pone l’obiettivo di studiare il fenomeno e partorire azioni di contrasto al dilagare della ludopatia.